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CANTONE
01.10.2019 - 11:330
Aggiornamento : 16:28

«Arbitro preso a calci? Noi siamo per uno sport pulito»

Di nuovo violenza nel calcio minore. Parla Alberto Akai, presidente degli Aramaici Suryoye, dopo il grave fatto di Gudo: «Il protagonista dell’episodio è un ragazzo difficile. Volevamo aiutarlo»

BELLINZONA – Un 20enne del Locarnese rischia la squalifica a vita dai campi del calcio minore. Motivo? Due calci (secondo referto) inflitti all’arbitro al termine di un match di quinta lega, disputatosi di recente a Gudo. Il giovane milita nella squadra degli Aramaici Suryoye. «Il nostro è un club che da 15 anni punta sull’integrazione e sul fair play – spiega il presidente Alberto Akai –. Il ragazzo in questione è di origini persiane, ha un passato difficile. Stavamo cercando di aiutarlo».

Una missione educativa – Sì, perché la missione del sodalizio diretto da Akai è proprio quella di integrare anche quei giovani con un carattere particolare. «Siamo come degli educatori – riprende il presidente del club locarnese –. Troppo facile giocare solo con le persone che non hanno problemi e che sono disciplinate. In squadra abbiamo ragazzi di una decina di nazionalità. Non solo aramaici. Prima di ogni partita, parliamo sempre di fair play. E quando dico sempre, significa davvero sempre. È il nostro credo».

Dichiarazioni che fanno discutere – Purtroppo, a Gudo, il messaggio non sembra essere passato. «Si tratta di un caso isolato. C'è un'inchiesta disciplinare in corso. Mi spiace constatare che la Federazione Ticinese sembra avere già deciso le sorti di questo giocatore». Il riferimento è alle dichiarazioni del numero uno del calcio cantonale, Fulvio Biancardi, che su 20 Minuti ha spiegato come il dossier sia finito a Berna. «Per noi è un caso gravissimo. Questo ragazzo merita la squalifica a vita», ha affermato Biancardi.

Tolleranza zero – «Era previsto un incontro tra noi e la Federazione Ticinese – sospira Akai –. Ci aspettavamo di essere perlomeno ascoltati. In modo che si analizzasse un po’ tutta la dinamica della vicenda, a 360 gradi. Io personalmente non ho visto cosa è successo a Gudo. Ma vi posso garantire che se il giovane dovesse risultare effettivamente colpevole di avere tirato due calci all’arbitro, noi saremmo i primi ad allontanarlo. Siamo parecchio rigidi su queste cose».

Una possibilità per tutti – Akai torna poi a parlare più nello specifico della vita travagliata condotta dal giovane coinvolto nell’episodio. «Sappiamo che ha avuto qualche problema di ordine pubblico. È una persona dal carattere particolare. Ma con noi si è sempre comportato bene. Era arrivato da pochi mesi in squadra. E poi noi non chiudiamo le porte in faccia a nessuno. Una possibilità va data a tutti. In ogni caso, il club degli Aramaici Suryoye ha sempre combattuto la violenza, sotto qualsiasi forma. Lo ripeterò all’infinito».

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