CANTONE
17.09.2019 - 06:000
Aggiornamento : 26.09.2019 - 16:26

Meno automobilisti in odore di cannabis dal medico del traffico

Negli ultimi tempi Camorino opta per l'ammonimento, laddove prima veniva ordinata la visita. «Uniformate le prassi cantonali. Nulla a che vedere coi fatti degli ultimi mesi» precisa l'autorità

CAMORINO - Non basta più il semplice sospetto di aver consumato cannabis per finire davanti al medico del traffico. «Abbiamo la sensazione che a Camorino abbiano mutato approccio» afferma Sergio Regazzoni, coordinatore dell’Associazione cannabis ricreativa Ticino. «In passato centinaia di consumatori sono finiti dalla dottoressa De Cesare. Negli ultimi due mesi, invece, l’autorità sembra aver imboccato la strada dell’ammonimento. Ho notizia di almeno 5 casi». E Regazzoni li elenca: il passeggero di un’auto fermato nei Grigioni ad un blocco di polizia e trovato in possesso di “cannoni” (la revoca della patente è scattata invece per il guidatore); due giovani i cui numeri telefonici sono stati trovati nel cellulare di uno spacciatore di marijuana; un paio di altre persone sorprese a piedi col “fumo” in tasca durante un controllo nel Mendrisiotto.

Camorino precisa - Cinque casi in cui il “fumus” si è risolto con un cartellino giallo e non con l’invio diretto da un medico del traffico. Una svolta dettata anche dalla bufera (polemiche sui costi e perizie smentite dal tribunale) che ha investito la dottoressa De Cesare? Né l’una, né l’altra. «Questa prassi non ha nulla a che vedere con i fatti degli ultimi mesi - chiarisce Michele Isolini, capo dell’Ufficio giuridico della Sezione della Circolazione -. Come prima ancora oggi in caso di evidenza del sospetto d’inidoneità viene disposto l’ordine di verifica dell’idoneità alla guida a cura di un medico del traffico».

La prassi federale si impone - E allora cosa è cambiato? «Semplicemente la giurisprudenza federale in materia ha portato a una progressiva uniformizzazione delle prassi cantonali in atto da diversi anni ormai. Il nostro ufficio, sulla base della segnalazione della polizia, valuta l’esistenza di un sospetto consumo regolare (es. più volte a settimana) e non controllato di canapa». Se la situazione non è tale da comportare una verifica dell’idoneità da parte del medico del traffico, continua Isolini, «si comunica all’interessato - a titolo informativo - che la segnalazione ricevuta non rileva una situazione incompatibile con la guida, avvertendo tuttavia nel contempo che nuove segnalazioni potrebbero, questa volta, comportare degli accertamenti dell’idoneità alla guida ed eventualmente misure cautelative accompagnatorie di ritiro patente». 

Quando scatta la revoca - Più che di cartellino giallo, seguito dal rosso, Isolini preferisce parlare di «utile e preventivo avvertimento.  La comunicazione vuole essere senz’altro un monito a considerare i rischi di una guida sotto l’influsso e quindi ha uno scopo di prevenzione stradale ma anche informativo». Per contro, conclude il responsabile dell’Ufficio giuridico, «laddove si evidenzia il sospetto di un abuso frequente di canapa viene ordinata una verifica dell’idoneità alla guida a cura di un medico del traffico senza, di regola, l’immediata applicazione di una misura di revoca. Questa verrebbe decisa in caso di mancato ossequio all’ordine di verifica oppure in caso in cui l’esito dell’accertamento confermasse l’esistenza di uno stato d’inidoneità per abuso di sostanze stupefacenti».

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