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Ricci e galle (nel cerchio, una foglia malata) sullo stesso ramo
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CANTONE
23.08.2019 - 06:000
Aggiornamento : 09:47

L'allarme Cinipide è rientrato:  «Ci sarà un buon raccolto di castagne»

La ricomparsa delle "galle" sugli alberi aveva fatto temere un ritorno dell'insetto dannoso: «Ma anche l'antagonista è in azione. L'equilibrio è ristabilito» dice il capoufficio della selvicoltura

LUGANO - I castagni ticinesi sono tornati a soffrire per colpa del Cinipide. Ma l’allarme, lanciato la scorsa primavera, in particolare per i boschi del Mendrisiotto, può dirsi cessato quando manca un mese all’inizio del raccolto di uno dei frutti simbolo del Ticino. Cinipide del castagno e Torymus sinensis (entrambi insetti) sono due nemici che, pur non incontrandosi mai da adulti, si affrontano allo stadio di larve. Ed è una battaglia silenziosa e mortale che avviene sotto i nostri occhi a danno degli alberi.  

I timori in primavera - Dopo alcuni anni di tregua, nei mesi scorsi su rami e foglie dei castagni erano ricomparsi quei rigonfiamenti che un decennio fa avevano azzerato la produzione dei frutti. Segno che il Cinipide erano tornato a deporre le proprie uova nelle gemme degli alberi con la conseguenza di danneggiare le piante stesse. «Non solo nei boschi più a sud, ma un po’ in tutto il Ticino - fa notare Giorgio Moretti, capo dell’Ufficio cantonale della selvicoltura - avevamo riscontrato questo aumento delle galle che un po’ ci aveva sorpresi». 

L’allarme rientrato - La buona notizia, prosegue l’esperto, «è che quasi tutte queste galle contengono già l’antagonista. Quindi il meccanismo che si era instaurato dagli anni 2011-13 è ancora presente». In altre parole, anche quest’anno dalle uova deposte dal Torymus nella galla sono fuoriuscite le larve che si cibano della prole del Cinipide. «Si è in pratica ristabilito quell’equilibrio naturale, con un aumento della preda - il Cinipide - che taluni anni appare più marcato, ma immediatamente è seguito da un aumento del predatore, il Torymus». Quest’ultimo, ricordiamo, arrivò nei boschi ticinesi dall’Italia dove era stato introdotto dall’uomo per salvare la produzione di castagne. 

L’antenna di Agroscope - A monitorare, su mandato del Cantone, l’evolversi della malattia del castagno c’è anche Agroscope a Cadenazzo, con Marco Conedera, specialista delI’Istituto federale per la ricerca per la foresta (WSL). «Sin dai primi anni, grazie ai 15 siti di controllo, abbiamo osservato che la condizione degli alberi dipendeva molto dallo sfasamento temporale che c’era tra l’arrivo del Cinipide e quello dell’antagonista. I danni maggiori si sono infatti registrati nel Sottoceneri, dove il cinipide è comparso prima, assai meno nelle valli dell’Alto Ticino dove i due insetti sono arrivati quasi in contemporanea». 

Al sole la lotta è più dura - Non tutte le piante si sono però riprese: «Abbiamo notato - continua Conedera - che il meccanismo non funziona bene sui versanti più esposti al sole. Ad esempio, tra Locarno e Sementina, sopra Gudo, o in Valle Maggia. Siccome l’antagonista vive nelle galle secche, in primavera effettua un ciclo che dipende dalla temperatura. Nei boschi dove a gennaio-febbraio la temperatura è più calda, il Torymus fa la sua comparsa in anticipo, ma non trova vegetazione da parassitare». E lo scontro tra larve non avviene.

Ci sarà un buon raccolto - La situazione in generale sembra indicare che l’equilibrio si è oggi ristabilito nei boschi ticinesi. Al proposito Giorgio Moretti, che è anche presidente dell’Associazione dei castanicoltori della Svizzera italiana, tranquillizza chi apprezza il frutto dell’albero del pane: «Grazie alla buona fioritura e alle piogge ben diffuse lungo tutta l’estate si può prevedere che gli alberi produrranno dei buoni quantitativi di castagne».

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sedelin 2 anni fa su tio
ottimo!
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