TIO/20M/Giordano
CAPRIASCA
22.08.2019 - 06:000
Aggiornamento : 09:27

Basta con l’autostop, va di moda la panca colorata

Introdotto da Brè-Aldesago circa un anno fa, il sistema sembra raccogliere un certo entusiasmo. Tanto da avere fatto scuola. Il test video di Tio/ 20 Minuti si è comunque rivelato un flop

CAPRIASCA – Sono viola. Le hanno introdotte qualche mese fa, nel Comune di Capriasca, per ovviare alla carenza di mezzi pubblici lungo la tratta che porta da Tesserete a Bigorio, e viceversa. Le chiamano panchine condivise. Ci si siede sopra chi ha bisogno di uno strappo, gratuito, in macchina. «L’idea – spiega il sindaco Andrea Pellegrinelli – è arrivata da alcuni cittadini di Bigorio. Il quartiere è un po’ isolato, non ha un servizio di trasporto pubblico. Abbiamo preso subito in considerazione la loro richiesta». 

Utile anche per gli anziani – E a quanto sembra, il concetto sembra funzionare. Anche se il test realizzato da Tio/ 20 Minuti, come si può constatare dal video, si è rivelato un mezzo flop. «Sicuramente – dice il sindaco – si tratta di un’opportunità supplementare, in particolare per gli anziani. Non abbiamo ancora dati numerici su quanto questo servizio sia effettivamente utilizzato. Di certo c’è entusiasmo tra la popolazione». 

Dal viola al giallo – Niente più autostop dunque. In teoria, basta sedersi su una panchina e pazientare. Ma Capriasca non si può vantare di essere la prima località ad avere lanciato la panchina condivisa nella Svizzera italiana. Il primato locale spetta a Brè-Aldesago. «Abbiamo iniziato oltre un anno fa – conferma Nick Meili, responsabile della commissione del quartiere luganese –. Le nostre panche sono gialle. Abbiamo subito riscontrato il supporto delle autorità. Certo, da noi c’è una discreta copertura per quanto riguarda i mezzi pubblici. Però le panchine condivise ti permettono di avere un passaggio anche fuori orario». 

L’auspicio per il futuro – Col passare dei mesi sono stati introdotti anche alcuni codici QR sui cartelli. «Consentono a chi possiede uno smartphone di avere informazioni supplementari sul servizio». Meili conclude con un auspicio. «Vista la buona esperienza vissuta finora, sarebbe bello se la Città di Lugano prendesse in considerazione l’idea di estendere le panchine condivise anche ad altre zone periferiche».  

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