CLARO
21.08.2019 - 23:010

Che pazzia, con la coppa fino in cima al Pizzo

Protagonisti della folle impresa, alcuni calciatori dei seniori del Sant'Antonino. Alla base, un patto sancito quattro anni fa nello spogliatoio

CLARO – Roba da matti. Portare la Coppa Ticino fino a un'altezza di oltre 2.700 metri non è cosa da tutti i giorni. Invece alcuni calciatori dei seniori (30+) del Sant'Antonino l'hanno fatto. La meta? Il Pizzo di Claro. Un "fioretto" arrivato con ben quattro anni di ritardo. «Nel 2015 abbiamo vinto la Coppa Ticino contro il Lugano – racconta Mirco Delorenzi, uno dei protagonisti dell'avventura –. E ci siamo promessi che avremmo fatto qualcosa di speciale. Poi, tra un impegno e l'altro, la grande sfida è stata posticipata. Ma alla fine, missione compiuta».

Con Delorenzi, hanno partecipato alla spedizione anche il direttore sportivo Viktor Copat, il portiere Michele Ghidossi e il difensore Gerry Giudici. «È stato proprio Gerry a ispirarci – riprende il nostro interlocutore –. Non aveva mai vinto questa coppa tra gli attivi. Lui, che ha giocato pure in squadre importanti come Bellinzona e Locarno. Il Pizzo di Claro ce l'ha messo in testa lui. Si tratta di una montagna simbolica, imponente, rappresentativa. E visto che siamo uomini di parola, siamo andati fino in fondo».

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