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BELLINZONA
14.08.2019 - 13:200
Aggiornamento : 13:56

Oltre 70.000 franchi presi dalla cassa del club: a cosa gli servivano?

La Magistratura sta indagando sulle presunte malversazioni dell’ex presidente di un sodalizio sportivo per disabili. L’uomo, di recente, aveva ricevuto critiche anche in ambito professionale

BELLINZONA – Una delle ipotesi è che quel denaro gli servisse per colmare qualche buco finanziario legato alla sua attività nel ramo del settore delle auto. Forse aveva l’intenzione di restituirli in seguito. Fatto sta che la cifra che l’ex presidente del Gruppo Paraplegici Ticino (GPT) avrebbe sottratto al sodalizio con sede a Sementina supererebbe i 70.000 franchi. Intanto, sollecitata da Tio/ 20 Minuti, arriva la presa di posizione di Marzio Proietti, presidente di “inclusione andicap Ticino”. «Deploriamo quanto accaduto – spiega –. È importante che tutti possano riporre fiducia nei gruppi di volontari attivi sul territorio a favore del prossimo. Anche se quanto accaduto fa vacillare tale fiducia. Lo comprendiamo».

Così è scoppiato il caso – Le presunte malefatte sono emerse durante l’assemblea del club tenutasi lo scorso 24 giugno. «In quell’occasione si è preso atto che ci sono purtroppo state irregolarità nella gestione finanziaria, emerse durante l’allestimento dei conti 2018. Per questo motivo l’Associazione Svizzera dei Paraplegici ha proceduto per vie legali, alfine di chiarire la situazione».

Un fatto isolato – Proietti parla di un fatto isolato. «E ci dispiace che questo sia accaduto ad un gruppo affiliato alle nostre rispettive associazioni e con il quale collaboriamo da ormai 40 anni. Lo stesso GPT ritiene che debbano essere intrapresi tutti i passi necessari affinché quanto successo non abbia più a verificarsi. E spera che istituzioni, associati, sponsor e simpatizzanti li sostengano in questa delicata fase».

È l’ora della ricostruzione – Durante l’assemblea si è costituito un gruppo di lavoro che avrà il compito di assicurare il prosieguo dell’attività da un lato, ma anche di attivarsi alfine di riorganizzare il gruppo e proporre un nuovo comitato per la prossima assemblea generale dei soci. «Non vengono rilasciate informazioni relative all’inchiesta in corso», precisa Proietti.

Ombre su quel garage – La vicenda sportiva, in questo caso specifico, potrebbe essere direttamente legata all’attività professionale dell’indagato. Qualcosa sembrava non quadrare attorno a quel garage del Bellinzonese che si occupava di modificare le auto a misura di disabile. Erano in diversi a mormorare sui presunti favoritismi di cui avrebbe goduto l’ex presidente del sodalizio di Sementina. Voci mai provate. Anche per la vigliaccheria dei testimoni. Nessuna delle nostre fonti, pur argomentando le proprie accuse, ha mai voluto metterci il nome.

Ci aveva minacciati di denuncia – Nel frattempo, erano spuntate pure alcune segnalazioni sul comportamento ambiguo del gestore del garage. Emblematica la storia di un uomo in carrozzina che, da ben tre mesi, attendeva una modifica alla vettura. Modifica mai avvenuta. Anzi. In officina non sarebbero mai arrivati neanche i pezzi da parte del fornitore. Un caso analogo era stato segnalato a Tio/ 20 Minuti praticamente in contemporanea. «Lavoro da una decina d’anni – aveva replicato l’imprenditore, minacciandoci di denuncia –. Sempre correttamente. Ci può stare che ogni tanto qualcuno non sia contento. Ma la maggior parte dei miei clienti lo è». Intanto, però, la sua attività ora ha chiuso i battenti.

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