CANTONE
13.08.2019 - 09:040

Gira con tre armi perché teme di essere ammazzato

Storia surreale di un commerciante minacciato: «La denuncia? Non serve. Questa gente non ha pietà». Così, stando alla legge, è lui a rischiare il carcere

BELLINZONA – Due pistole e un fucile. È il mini arsenale con cui un commerciante residente nel Sottoceneri ha deciso di convivere. Perché, per questioni legate agli affari, qualcuno gli ha giurato vendetta. Tio/20 Minuti quelle armi le ha viste. Sono tutte cariche. «Temo per la mia famiglia. E le tengo a portata di mano». L’uomo ha scelto di non fare denuncia. «A cosa servirebbe? Per minacce ti fai qualche mese di prigione. Poi questa gente tornerebbe libera e mi cercherebbe lo stesso, più arrabbiata di prima. Queste persone non hanno pietà».

Come nel far west – Una situazione da far west, al limite del surreale. Anche perché l’uomo in questione non detiene alcun permesso di possedere armi. «Nel 2018 – spiega il capitano Elia Arrigoni, responsabile dei Servizi Generali della Polizia cantonale – in Ticino sono stati rilasciati 1.336 permessi. Le condizioni base? Essere maggiorenni, non essere sotto curatela, non essere iscritti al casellario giudiziale per motivi violenti».

Per alcuni cittadini stranieri c’è il divieto di base – Il dibattito sul possesso di armi è sempre aperto in Svizzera. Impossibile stabilire quante siano le armi detenute abusivamente in Ticino, e più in generale in Svizzera. «Dato difficilmente estrapolabile». Una cosa è certa: ai cittadini di Albania, Algeria, Sri Lanka, Kosovo, Macedonia, Bosnia ed Erzegovina, Serbia e Turchia è proibito sia l’acquisto, sia il permesso di avere un’arma. Paradossale se si pensa che i protagonisti della nostra vicenda hanno proprio origini balcaniche.  

Si rischiano tre anni di carcere – Cosa rischia chi viene trovato in possesso, seppur per una presunta legittima difesa, di un’arma senza avere il permesso di detenerla? Le pene vanno da una sanzione pecuniaria a una detenzione di tre anni, a seconda delle circostanze. L’uomo che ci ha mostrato il suo arsenale, la pistola, se la porta in giro, in tasca, nel cruscotto dell’auto. Ovunque.

Come funziona il porto d’armi – «Chiunque intende portare un’arma in luoghi accessibili al pubblico – sottolinea Arrigoni –, deve richiedere all’autorità cantonale competente un permesso di porto di armi. Il permesso deve essere portato sempre con sé ed è valido in tutta la Svizzera. La domanda è approvata soltanto se la persona richiedente è in grado di dimostrare che, in qualità ad esempio di agente di sicurezza di un’azienda, necessita di un’arma per proteggere sé stessa o altre persone».

Verifiche approfondite possibili – Insomma, il caso in questione non rientra proprio in questi parametri. Ma situazioni del genere sono diffuse? «Non disponiamo di elementi oggettivi per poter rispondere – evidenzia Arrigoni –. Rileviamo comunque che i permessi d’acquisto non devono indicare il motivo per cui l’arma viene acquistata se questo avviene per collezionismo, tiro sportivo o caccia. Nei rarissimi casi in cui sulla domanda di permesso d’acquisto viene indicato un motivo differente, il Servizio armi, esplosivi e sicurezza privata prima di procedere al rilascio richiede ulteriori e approfondite verifiche».

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