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CANTONE
09.08.2019 - 06:590
Aggiornamento : 10:14

Ammaccato il vertice di Amag Ticino: via il direttore e il capo vendite

Due alti dirigenti vengono messi alla porta. L’ex direttore Milani: «L’inchiesta della ComCo? Non ha aiutato. Ma hanno pesato una serie di divergenze»

LUGANO - «L’ingegner Milani non c’è non lavora qui. Non le posso passare la direzione. In questo momento sono fuori». A rispondere è il centralino della sede centrale di Amag Ticino in via Monte Boglia. Sono risposte esitanti, imbarazzate, quelle raccolte presso l’azienda leader nella vendita di automobili. Il nome del direttore di Amag Ticino, Oliviero Milani, è sparito dal sito internet e la stessa sorte ha subito anche il profilo del responsabile vendita e clientela. «Non lavora più qua. Quindi non posso passarglielo» rispondono quando cerchiamo spiegazioni presso la filiale di Sorengo. Entrambi fuori.

La conferma dell’interruzione del rapporto di lavoro arriva direttamente da Dino Graf, portavoce del Gruppo Amag a livello nazionale. Ma sulle ragioni dei licenziamenti nulla aggiunge. «Non divulghiamo informazioni sul personale». 

Più disponibile a spiegare le ragioni del divorzio è invece lo stesso ex direttore Oliviero Milani: «Ho lasciato decidere all’azienda. Da parte mia ho lottato fino in fondo, ma mi sono reso conto che c’erano delle cose che non potevano più andare avanti. Ci siamo trovati inevitabilmente di fronte a una serie di divergenze. Hanno preso dunque questa decisione e l’ho accettata».

Quanto abbia pesato l’inchiesta aperta dalla ComCo è difficile dirlo, anche perchè la questione è ancora aperta. Il caso, ricordiamo, era venuto alla luce nel corso del luglio 2018, con la Commissione della concorrenza che aveva passato alla lente le forniture di veicoli al Cantone. Sospettando l’esistenza di un cartello. Una vicenda che non è ancora chiusa. «Non posso certo dire che sia tutta colpa dell’inchiesta aperta dalla Comco, ma di certo  l’intera vicenda non ha aiutato a trovare delle soluzioni confacenti» commenta Milani. «Quando succedono fatti del genere si sviluppano tensioni interne, non facili da sciogliere. Tutto ciò ha contribuito a portare alla soluzione attuale. Bisognerà però che un’inchiesta venga chiusa per determinare eventuali colpe».

E ora quale futuro attende Oliviero Milani? «Sono pronto per nuove sfide. Da parte mia non posso che ringraziare Amag per questi 20 anni di lavoro. Rispetto la loro decisione, e sono molto sereno. Era arrivato il momento anche per me di aprire gli occhi e guardare a nuove sfide». 

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