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08.08.2019 - 09:330
Aggiornamento : 14.11.2019 - 09:42

«Pene più severe per chi commette atti sessuali su minori»

Il caso dei genitori del Bellinzonese che per lungo tempo avrebbero abusato dei figli scuote Xenia Schlegel, direttrice di Protezione dell’infanzia Svizzera

di Redazione
PM

BELLINZONA – Una pena detentiva di almeno cinque anni. È quanto rischia la coppia di “mostri” del Bellinzonese che per lungo tempo avrebbe abusato sessualmente dei figli, filmando e fotografando le loro gesta. I due – 50 anni lui, 45 lei – sono accusati di violenza carnale, incesto, coazione sessuale e pornografia dura. «Una pena di cinque anni, comunque, non basta – sostiene Xenia Schlegel, direttrice di Protezione dell’infanzia Svizzera – bisogna dargliene dieci. Questa coppia, per quello che ha fatto, ne meriterebbe anche di più. Solo che le leggi, al momento, sono troppo blande».

Il luogo perfetto per commettere qualsiasi crimine – È un appello diretto alla procuratrice pubblica Marisa Alfier e ai giudici, quello di Schlegel. «Fatelo per le vittime e per fare capire che i minori vanno protetti in tutti i modi». La coppia, in carcere preventivo dal 2016, avrebbe parzialmente ammesso i fatti. Di recente tio/20minuti aveva scoperto il luogo esatto in cui risiedeva la famiglia. Un posto isolato, in mezzo al verde, con un grande giardino. La casa ideale per commettere qualsiasi tipo di crimine indisturbati.

Un caso gravissimo – «Abbiamo a che fare con un caso gravissimo – precisa Schlegel – in cui ci sono vari capi di accusa da analizzare. Non è, tuttavia, possibile che, calcolando il tutto, al massimo questi due signori possano prendere “solo” dieci anni di carcere. Noi, da tempo, chiediamo che i minimi e i massimi delle pene per abusi sessuali su minori vengano inaspriti. Il problema è che l’iter burocratico per cambiare una legge è parecchio lungo. Il minimo per violenza carnale è fissato a un anno. Dovrebbe essere, secondo noi, almeno di tre anni».

Problemi con le statistiche – La direttrice di Protezione dell'infanzia Svizzera va oltre. E spiega: «Sui casi di abusi per minori, esistono solo cifre ufficiose. Non ufficiali. Se qualcuno mi avesse chiesto la statistica sugli abusi del 2016, il caso del Bellinzonese non sarebbe rientrato tra quelli presi in considerazione. È estremamente difficile fare un quadro reale della situazione. Chiediamo che si facciano studi più approfonditi su questa tematica. Al più presto, con cifre oggettive».

Il carcere deve esserci anche per i casi “minimi” – Schlegel rincara la dose: «Non è nemmeno possibile che per certi reati sessuali su minori, considerati di rilevanza “secondaria”, ce la si possa cavare con una pena pecuniaria. Il carcere, quando ci sono di mezzo atti sessuali su minorenni, dovrebbe essere sempre previsto. In ogni caso».

Fantasmi per tutta la vita – La coppia del Bellinzonese sarà processata nei prossimi mesi (una data esatta non è ancora stata fissata). «Pensiamo alle loro vittime. Avranno danni permanenti per tutta la vita. Dovranno elaborare le violenze vissute. In attesa che le leggi si irrigidiscano, spero che i giudici prendano in considerazione la punizione massima possibile allo stato attuale. Dobbiamo dare un segnale forte alla nostra società».

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