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Ottobre 2017, un pedone viene travolto e riporta gravi ferite
MAGLIASO 
02.08.2019 - 21:230

Il muretto che manda i pedoni all'ospedale o peggio sarà abbattuto

La decisione del Municipio per mettere in sicurezza un tratto della trafficatissima strada dove le strisce pedonali non sono garanzia di arrivare incolumi dall’altra parte

MAGLIASO - Attraversare la strada cantonale sulle tirate che da Agno conducono a Ponte Tresa è sempre stato un terno al lotto. Il bilancio è particolarmente nero a Magliaso, dove nell’ultimo decennio si sono registrati alcuni gravissimi incidenti di pedoni falciati anche sulle strisce pedonali. Non solo la tragica morte del compianto granconsigliere Bill Arigoni, investito nel febbraio 2010 alla rotonda della Magliasina. Sempre sulle zebre, ma in prossimità delle scuole, quindi del paese, una donna è morta, travolta mentre attraversava, nell’agosto 2011 e nello stesso luogo un pedone ha riportato gravi ferite nell’ottobre 2017 messo sotto da una vettura diretta verso Ponte. 

Una situazione divenuta insostenibile per il Municipio che nella sua ultima seduta ha deciso, nell’ambito della riqualifica urbanistica di via Cantonale, di procedere all'abbattimento del muretto che fiancheggia la strada, dal sottopassaggio sino al posteggio scolastico. Una decisione che si è basata anche su un rapporto del consulente dell’Ufficio prevenzione infortuni di Berna che ha fatto un sopralluogo sul posto. Uno dei punti emersi è che per la sicurezza di un passaggio pedonale la visuale fra la zona di attesa del pedone e il traffico motorizzato in avvicinamento non deve essere inferiore a 55 metri. Ma soprattutto che in questo «triangolo di visibilità vanno aboliti tutti gli elementi alti più di 60 centimetri». Dal momento che il muretto incriminato misura 65 cm dal livello del marciapiede (e 80 cm dalla strada), per il Municipio la sua «demolizione si rende necessaria». Tanto più che proprio l’analisi dei due incidenti, «in entrambi i casi i pedoni stavano attraversando la strada», «dimostra che le condizioni di visibilità certamente non sono sufficienti».

Tutti d’accordo sulla demolizione, restava il punto interrogativo su cosa fare dopo. Da un lato c’era l’opzione di ricorrere ad elementi fisici di separazione, per la quale il rapporto dell’Upi ha suggerito un sistema di cippi/paracarri collegati da catene con anelli voluminosi, non dondolanti, per disincentivarne la seduta. Ma sempre lo stesso esperto ha spiegato che un marciapiede classico, alto 10 cm, «offre già un altissimo grado di sicurezza. Senza munirlo di elementi extra normalmente non invita a soffermarsi o a giocare». Un parere che ha convinto il Municipio che ha optato per il “marciapiede aperto”.

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