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BELLINZONA
18.07.2019 - 09:410
Aggiornamento : 16:02

«Perché ho le mani sporche di cocaina?»

In Ticino il rischio di entrare in contatto con la polvere bianca, anche per i non consumatori, è sempre più alto. Il caso di un 40enne bellinzonese

BELLINZONA - Valico di Dirinella. Inizi di luglio. Un 40enne del Bellinzonese viene fermato dalle Guardie di confine: sulle sue mani, un controllo tampone rileva tracce di cocaina. «Sono rimasto di stucco» ha raccontato l'uomo a tio.ch/20minuti. «Non consumo droghe, non ho idea di come possa essere capitato». Ai successivi test il 40enne è in effetti risultato negativo: è tornato a casa senza sanzioni né denunce, ma «con diversi interrogativi nella testa». 

Sequestri in aumento - La prima domanda è: ma quanto è diffusa la cocaina in Ticino? Secondo la Polizia cantonale, sempre di più. È notizia di oggi la maxi-retata che ha portato all'arresto di sei persone nei giorni scorsi. Sono 154 i kg di polvere bianca sequestrati dal 2009. Ben 93 solo nell'ultimo quadriennio. Ma molti di più sono sfuggiti ai controlli: e le tracce sono ovunque.

Le statistiche della Polizia ticinese:

anno casi sequestri
2018 218 5,5 kg
2017 212 17,6 kg
2016 190 22,4 kg
2015 163 49,3 kg
2014 115 6,5 kg
2013 147 6,3 kg
2012 165 11,3 kg

La sostanza rimane - Maniglie di bar, panchine pubbliche, banconote. «La cocaina come altre sostanze non ha tempi di decadimento. Le polveri persistono sugli oggetti e quindi è possibile contaminarsi in modo casuale, anche a distanza di tempo» spiegano gli esperti della Polizia. Proprio per questo «il contatto da solo non basta a giustificare una sanzione». E nemmeno allarmismi di tipo sanitario.

Cocaina nelle acque reflue - Nelle fogne di Lugano, uno studio dell'università di Losanna nel 2015 ha rilevato una concentrazione di cocaina (242milligrammi ogni mille abitanti) tra le più alte in Svizzera. Ma non tale da causare «il benché minimo problema al consumatore di acqua potabile a un livello tossicologico» rassicurano dal Laboratorio cantonale.  

«Come il bianchino» - Il dato è allarmante per altri motivi. «Rende l'idea del mercato ticinese odierno» spiega Marcello Cartolano di Ingrado. «Dai party privati o in discoteca il consumo si è spostato nelle osterie e in luoghi molto più comuni. Sta sostituendo il “bianchino” per certi versi».

0,7 per cento

La percentuale di popolazione svizzera che si stima abbia fatto uso di cocaina una volta nella vita. Il dato vale anche per il Ticino (fonte: Ingrado).

«Rischi da non banalizzare» - Ciò fa sì che entrare in contatto con la polvere bianca sia «molto più frequente, anche per via delle modalità di preparazione che comportano sempre una certa dispersione nell'ambiente». C'è un po' di cocaina su tutti noi, dunque? Possibile. E «la diffusione rischia di indurre i giovani e i consumatori a sottovalutare i rischi» conclude Cartolano. «I danni neurologici sono altissimi». 

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