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BELLINZONA-MILANO
15.07.2019 - 06:050
Aggiornamento : 09:37

«Tuteleremo i nostri frontalieri»

Dai giochi olimpici al dossier fiscale dei permessi B. Abbiamo intervistato il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana

BELLINZONA/MILANO - L'annosa questione dei ristorni dei frontalieri. L'accordo del 2015 siglato tra i governi di Italia e Svizzera, e mai ratificato da Roma. Ma anche la buona notizia delle olimpiadi invernali assegnate a Milano-Cortina, e il possibile indotto transfrontaliero. Questi e altri dossier fremono sulla scrivania del governatore lombardo Attilio Fontana, in un faldone – quello dei rapporti tra Lombardia e Ticino – sempre folto e complesso. 

Cominciamo dai 3,8 milioni di ristorni trattenuti dal Ticino, cifra pari al debito di Campione d'Italia. Siete contenti?  
«Abbiamo discusso in anticipo questa scelta con gli amici del Canton Ticino e credo di averne capito lo spirito. I primi 80 milioni sono stati ad oggi deliberati dal Cantone, parliamo di oltre il 90 per cento dei ristorni dovuti: questa era la cosa più importante. La crisi di Campione è affrontata dallo stato centrale italiano».   

Imposizione dei frontalieri. Si arriverà a un accordo, o secondo lei all'Italia va bene così?
Sono fiducioso del fatto che in Italia si possa trovare un accordo. Questo anche grazie al dialogo tra Lombardia e Ticino, che sta favorendo una sintesi di quello tra Berna e Roma. 

Pirellone e Palazzo delle Orsoline come possono contribuire a risolvere queste e altre questioni?
Parlando e trovando una sintesi, partendo dal basso. Più siamo vicini ai problemi e più diventa facile trovare un'intesa. Per quanto riguarda i frontalieri abbiamo istituito un tavolo istituzionale dove si sta discutendo di fiscalità. Come Regione Lombardia abbiamo tutto l'interesse a tutelare i nostri lavoratori frontalieri, coscienti delle problematiche segnalateci dal fronte svizzero».

Capitolo olimpiadi. Il Ticino verrà coinvolto dal punto di vista turistico, come per Expo 2015?
È prematuro dirlo. Stiamo riflettendo su come sfruttare al meglio questa straordinaria vetrina, ma è innegabile che la vicinanza con il Ticino e i Grigioni è da sfruttare con una visione d'insieme. 

E per le imprese ticinesi?
Le olimpiadi generano un aumento esponenziale del Pil. Questo avrà ricadute inevitabili anche sulle attività produttive svizzere, l'economia non riconosce i confini. 

La Lombardia è alla presidenza di turno della Macroregione Alpina - Eusalp - dal 28 febbraio. Come vi siete mossi? 
La cooperazione transfrontaliera è oggi ancor più di ieri una necessità. Eusalp permette di avere un ambito di collaborazione con la Svizzera e con le altre regioni che va al di là del “classico” quadro comunitario. Si sono riscontrati ampi spazi di collaborazione, in particolare il tema chiave della "green economy" sta trovando l'interesse delle istituzioni e delle imprese. Lo scambio è proficuo, e dalla Svizzera abbiamo importato buone pratiche.

Ad esempio?
La Svizzera ha grande esperienza nelle politiche contro lo spopolamento delle montagne, nella gestione dei servizi nelle aree interne. La Lombardia invece è pioniera nelle azioni per la diffusione dell’innovazione, soprattutto nell’ambito green.  

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