RIVIERA
05.07.2019 - 18:300

Il Comune costruisce senza fare domanda: e il cittadino “rognoso” attacca

Sotto accusa un piazzale di oltre 3000 metri quadrati, a Osogna, in una zona di protezione delle acque. Scatta una segnalazione al Cantone. Si parla di abuso edilizio. Ora l’iter è postumo

RIVIERA – Pasticcio del Comune di Riviera nella zona nord del villaggio di Osogna. A finire sotto accusa è la realizzazione di un piazzale in catrame, situato nei pressi della zona di protezione delle acque. Un terreno di oltre 3000 metri quadrati trasformato in un parcheggio, in particolare per i militari. Il problema starebbe nel fatto che il Comune avrebbe agito senza pubblicare la regolare domanda di costruzione. A sollevare la questione, un cittadino “rognoso” (per usare un eufemismo) che ha inoltrato una segnalazione al Cantone.

La reazione dello Stato – E da Bellinzona non sono tardate le reazioni. Il Cantone avrebbe invitato il Comune di Riviera a depositare una domanda di costruzione “in sanatoria”. Tradotto dal burocratese: si cercherebbe così di sanare un presunto abuso edilizio con una domanda di costruzione fatta a posteriori. Una condizione che potrebbe vanificare i lavori svoltisi negli ultimi mesi. Ogni scenario resta aperto.

Il cittadino furioso – «Quella è una zona di protezione delle acque – sostiene il cittadino che ha fatto la segnalazione al Cantone –. È dunque doppiamente assurdo che il Comune non abbia pubblicato la domanda di costruzione. Personalmente spero che siano costretti a disfare questo parcheggio. Anche per una questione di rispetto per il cittadino che solitamente è tenuto a rispettare determinate procedure».

Ora parla il sindaco – Alberto Pellanda, sindaco di Riviera (ed ex sindaco di Osogna prima della fusione), spiega il punto di vista dell’autorità. E chiarisce una volta per tutte la situazione. «Questo terreno è stato acquistato nel 2017 con la volontà di realizzare un posteggio per i militi, sia dell’esercito sia della protezione civile. Nella zona tutti lo sanno da tempo». 

Buona fede – Pellanda è sincero. E non si nasconde. «Non nego che possa esserci stata una cattiva procedura amministrativa. Ma sicuramente lo si è fatto in buona fede, un po’ per la fretta magari. Quello che è inconcepibile è il modo con cui il signore in questione ci denigri anche di fronte all’autorità cantonale, facendoci passare per farabutti. È inaccettabile. Il nostro Municipio lavora solo per il bene dei cittadini. Non è la prima volta che ci dà del filo da torcere e che si inventa complotti senza senso. Ora basta. Siamo pronti a prendere i nostri provvedimenti».  

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