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BLENIO
12.06.2019 - 17:270

La Protezione civile a sostegno di anziani e persone con disabilità

38 ospiti e due settimane in Valle di Blenio. Hanno aderito la Residenza Paradiso, la Casa della Giovane di Lugano e il Centro diurno della Croce Rossa Svizzera di Lugano

BLENIO - Offrire un periodo di vacanza, lontano dalla città e dalla quotidianità, a persone che necessitano di assistenza, mettendo a disposizione le risorse e l'impegno della Protezione civile. È questo lo scopo del tradizionale Campo di vacanza in Valle di Blenio organizzato dal Consorzio Protezione civile della Regione Lugano Città (CPCiRLC) per anziani e persone con disabilità ospitate presso Case di riposo e Centri diurni del territorio consortile. Il campo si tiene presso la casa di vacanza dell'OTAF a Sommascona-Olivone e si svolge quest'anno dal 3 al 15 giugno.

Hanno aderito all'iniziativa la Residenza Paradiso, la Casa della Giovane di Lugano e il Centro diurno della Croce Rossa Svizzera di Lugano.

Il perno attorno a cui ruota il campo di vacanza è la presenza costante dei militi della PCi, in particolare del servizio Assistenza, a disposizione degli ospiti, persone non completamente autosufficienti. Questo permette di offrire a 38 ospiti un momento di stacco dalla quotidianità e un programma con varie attività, che vede quest'anno iniziative ludiche e ricreative, visite ad aziende agricole e alcune gite nella valle e anche in Leventina e nel vicino Canton Grigioni.

«Siamo molto orgogliosi di quest'attività, ormai tradizionale, che è davvero emblematica della missione di pubblica utilità della Protezione civile», ha sottolineato il Comandante Aldo Facchini. 

Christian Albeverio, sostituto Comandante e capo dell'istruzione, ha indicato che «quest'anno sono impegnati per il campo 45 militi, che presteranno un totale di 3’000 ore di servizio. L’iniziativa ha impegnato diversi settori, in particolare la logistica e i militi specialisti nell'assistenza, che hanno seguito un'attenta formazione dal punto di vista sia tecnico sia psicologico».

«L'assistenza non è un compito solo tecnico, anzi: la sfida è l'inclusione delle persone che necessitano di assistenza in una rete di relazioni ed esperienze. Il campo di Sommascona è un piccolo grande contributo in questo senso», ha ricordato da parte sua don Emanuele Di Marco.

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