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BELLINZONA
05.06.2019 - 14:000
Aggiornamento : 16:03

«Mio figlio non è un mostro, va aiutato»

Parla il papà dell’uomo che urla e spaventa i bimbi delle scuole elementari di Gorduno. Intanto, anche alcuni genitori prendono le sue difese: «Non c’è rispetto per la sua malattia»

BELLINZONA – Urla, spaventa e insegue i bambini. Così è stato definito il personaggio, con problemi psichici, che da qualche tempo metterebbe a dura prova allievi, genitori e docenti delle scuole comunali di Gorduno. Una condizione critica finita sotto la lente delle autorità comunali. Roberto Malacrida, capo del Dicastero cultura, scuola e giovani di Bellinzona, ha anticipato a Tio/ 20 Minuti che presto ci sarà un nuovo incontro per definire come trattare il caso.

La voce del padre – Intanto, però, c’è chi vuole mostrare anche un altro lato della medaglia. Il papà di quest’uomo, ad esempio. Che ha deciso di sfogare la sua frustrazione. «Mio figlio prima di tutto ha 33 anni. E non 40 come è stato raccontato da alcune mamme. Non è un mostro, non è cattivo. Va aiutato. In famiglia non sappiamo più cosa fare. Ha dei problemi. Però c’è tanta gente che lo tratta male e lo bullizza per questo».

Un senso di abbandono – Il padre del 33enne ci parla col cuore in mano. Non è arrabbiato. È solo deluso. Tanto deluso. E si sente abbandonato. «Abbiamo chiesto aiuto al sindaco, al Cantone, all’Autorità regionale di protezione. Ma nessuno sta facendo niente. Intanto, però, la gente mette in giro un sacco di menzogne. Dice che guida senza patente. E invece lui la patente ce l’ha. Capite come può stare male un padre di fronte a queste falsità?»

“L’altra verità” – Alcuni genitori, intanto, prendono posizione e si schierano “in difesa” del 33enne e della sua famiglia. «Quel giovane uomo viene quotidianamente provocato da alcuni bambini», precisa una mamma, che si fa portavoce di chi vuole mostrare “l’altra verità”. «La persona in questione va sostenuta e non messa alla gogna sui media».

Senza rispetto – Secondo la nostra fonte, la situazione sarebbe degenerata anche a causa dell’atteggiamento di alcune mamme e di alcuni papà che avrebbero usato parole forti nei confronti dell’uomo. «Prima dell’intervento "terroristico" delle mamme del gruppo genitori, i bimbi non avevano paura di questo individuo. Si limitavano a starne alla larga quando urlava. Così si demonizza ingiustamente una persona con problemi psichiatrici, senza nessun rispetto per la sua malattia e per il suo disagio».

A volte si scusa – Un altro signore, invece, vuole evidenziare gli sforzi che il 33enne ha comunque fatto negli anni per avere buoni rapporti con i ragazzi della scuola. «A volte si siede in cortile con loro e racconta loro di sé stesso, del suo non star bene. Altre volte ha portato loro dei dolci per farsi perdonare delle sue reazioni. In un altro caso ha regalato ai bambini presenti dei sassi granati, di un verde scuro con dei “rubini” all’interno».

Pareri contrastanti – Insomma, l’articolo pubblicato oggi da Tio/ 20 Minuti ha suscitato diverse reazioni. Va comunque specificato che tra i vari commenti giunti in redazione, c’è chi conferma la tesi iniziale. «Ci teniamo a precisare che la situazione va avanti da anni e non solo da alcuni mesi. Come è possibile che nessuno può fare niente? La sua libertà finisce quando invade quella degli altri. E alla psiche dei bambini chi ci pensa?»  Una cosa è certa. La riunione di cui parlava Malacrida, a questo punto, è più urgente che mai. Anche per il bene di questo ragazzo. 

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