IOR
Cellule staminali tumorali di cancro prostatico.
CANTONE
24.05.2019 - 13:310

Passi avanti nella lotta per debellare il cancro alla prostata

Uno studio condotto presso lo IOR rivela un nuovo metodo per eliminare le cellule staminali tumorali e migliorare così l'efficacia delle cure

BELLINZONA - Uno studio condotto presso l'Istituto oncologico di ricerca (IOR, affiliato all'USI) rivela un nuovo modo per eliminare le cellule staminali tumorali (CSC) nel cancro alla prostata e migliorare così l'efficacia delle relative cure. Lo studio è stato pubblicato nella rivista scientifica Cell Metabolism. «Il cancro alla prostata - viene precisato da un comunicato inviato dall'USI - è uno dei tumori più frequenti nei Paesi sviluppati. Dopo una risposta iniziale alle terapie ormonali, molti pazienti sviluppano tumori altamente aggressivi e refrattari alle terapie attualmente disponibili».

Per contrastare questo problema i ricercatori dello IOR di Bellinzona - diretti dal Professor Carlo Catapano - hanno scoperto un meccanismo che promuove la continua espansione delle CSC nel cancro alla prostata tramite il controllo della divisione dei mitocondri, dimostrando così che «il blocco di questo processo porta alla progressiva perdita delle CSC con conseguente impatto sullo sviluppo del tumore». Nello specifico, i ricercatori dello IOR hanno scoperto che BRD4, una proteina che regola l'attività dei geni legandosi alla cromatina, controlla la sopravvivenza e l'espansione delle CSC della prostata promuovendo la fissione mitocondriale.

Secondo Catapano, «gli Inibitori di BRD4 (BET inhibitors) sono una nuova classe di farmaci antitumorali in fase di sperimentazione clinica. Questo studio fornisce nuove informazioni sulla loro efficacia e soprattutto sulla possibilità del loro uso per eliminare cellule staminali tumorali resistenti ad altri trattamenti aprendo le porte a nuove strategie terapeutiche».

Il lavoro è il frutto di una collaborazione tra i gruppi di Terapie sperimentali (Professor Catapano) e Biologia del cancro prostatico (Dottoressa Giuseppina Carbone) e ricercatori della Oncology Therapeutics Development (Professor Esteban Cvitkovic, Dottoressa Maria Eugenia Riveiro).

Lo studio, intitolato “Epigenetic control of mitochondrial fission enables self-renewal of stem-like tumour cells in human prostate cancer”, è stato sostenuto dal Fondo nazionale per la ricerca scientifica (FNS), dalla Lega svizzera contro il cancro, e dalla Fondazione ticinese per la ricerca sul cancro.

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