Davide Giordano
LOCARNO
06.05.2019 - 09:010
Aggiornamento : 10:37

Ecco i ragazzi down che conquistano l’Europa

La favola della MOPS_DanceSyndrome diventerà presto un libro curato dall’ Università degli Studi di Torino. Il video dietro le quinte delle prove

LOCARNO – Dalle rive del Verbano all’Europa. È un momento magico per la MOPS_DanceSyndrome, gruppo di danza composto unicamente da giovani adulti down. La loro favola diventerà presto un libro curato dall’Università degli Studi di Torino. L’uscita del volume è prevista per l’autunno. Intanto, Ela Franscella, direttrice e coreografa della compagnia, si gode i trionfi dei suoi artisti. «La nostra – dice – è una compagnia di danza tradizionale e relazionale, siamo unici a livello europeo. L’interesse da parte degli studiosi di Torino è un grande attestato di stima nei nostri confronti».

Il premio prestigioso – Tio/20minuti si è recato a Locarno, con tanto di telecamera, per conoscere da vicino i protagonisti di questa fantastica avventura. La MOPS_DanceSyndrome nel 2018 ha festeggiato i dieci anni dal suo primo spettacolo pubblico, ricevendo pure il premio Pro Ticino, che in passato era stato assegnato a personaggi del calibro dell’oncologo Franco Cavalli, del clown Dimitri o della compagnia di Daniele Finzi Pasca.

Un poker di talenti – Sono quattro gli artisti che partecipano regolarmente agli spettacoli: Amedea Aloisi, Gaia Mereu, Elisabetta Montobbio e Simone Lunardi. «Ventuno, in totale, invece quelli che hanno fatto parte della scuola – riprende Franscella – attualmente la nostra sede si trova presso il Teatro dei Fauni. Ma sogniamo una casa dell’arte tutta per noi. Chissà, in futuro magari…»

Le voci del cuore – «Volevo fare la danzatrice – racconta Amedea – e ho imparato. Col cuore e col sentimento. Quando sbaglio, ricomincio. La mia famiglia mi segue». «Io sono anche brava a cantare – aggiunge Gaia – ricordatevelo». «Sono contento della mia vita – sostiene Simone – provo emozioni. Ma mai paura». Elisabetta aggiunge: «Danzare è il mio sogno. I miei amici dicono che sono molto brava a fare queste cose».

Una lunga ricerca – Danza relazionale, ma anche culturale. Ricerca artistica, coreografica e spirituale. Un mix che ha reso vincente le performance della MOPS_DanceSyndrome. «Il progetto in sé – ricorda Franscella – è iniziato quindici anni fa. È stata una lunga ricerca, che prosegue ancora oggi».

Mille sfumature – Cosa significa MOPS? Il termine ha mille sfumature. «Ad esempio, in tedesco, ricorda i cani carlino, protettori dei templi asiatici. Ma anche MOvimento PSIchedelico, contraddistinto da Milioni di Operazioni Per Secondo».

Un futuro roseo – In giugno il gruppo locarnese incontrerà la compagnia di danza ZOO di Thomas Hauert, coreografo svizzero, pluripremiato, residente a Bruxelles. «Faremo una settimana di workshop a Losone – precisa la coreografa – non sarà l’unica novità di quest’anno. In autunno, ad esempio, saremo ospiti del Laban Event presso il Monte Verità di Ascona. Insomma, siamo lanciatissimi».

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