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CANTONE
13.03.2019 - 12:240
Aggiornamento : 14:29

SMS di Sanvido: «Non faremo ricorso»

Marco Bertoli, rappresentante legale del Cardiocentro, scriverà al Consiglio di Stato: «Auspichiamo una puntale analisi amministrativa»

LUGANO - Il Cardiocentro non presenterà ricorso contro il decreto d’abbandono emanato dal Ministero pubblico riguardo la vicenda dell’SMS inviato da Paolo Sanvido a Giovanni Pedrazzini. A confermarlo è il rappresentante legale del Cardiocentro - l’avvocato Marco Bertoli - «auspicando per contro quella puntuale analisi amministrativa» chiesta originariamente con la segnalazione effettuata al Consiglio di Stato.

Riservando un elogio al «celere esame giuridico», Bertoli osserva come sia in particolare rilevante che «il Procuratore Generale evidenzi un possibile esubero di competenze da parte del Presidente dell’EOC, aprendo, a nostro avviso, la strada alle opportune verifiche di natura amministrativa».

«Una eventuale violazione dei doveri d’ufficio, come alla giurisprudenza menzionata dal PG stesso, può sussistere anche senza raggiungere connotazione penale» scrive il rappresentante dell’EOC, annunciando l’intenzione di scrivere nuovamente al Governo - organo di vigilanza sull’EOC - per chiedere di approfondire la vicenda.

Perché l'abbandono - L'abbandono, viene inoltre spiegato nel comunicato, è fondato sul fatto che «per la complessa procedura di nomina, il Presidente dell’EOC - da solo - non avrebbe potuto decidere l’assunzione». Inoltre, si rileva come Sanvido abbia «subito fatto marcia indietro dopo il rifiuto del primario del Cardiocentro, spegnendo sul nascere l’ipotesi di reato».

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