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CUGNASCO-GERRA
28.02.2019 - 09:300
Aggiornamento : 13:08

«Io, miracolata dopo il volo, ringrazio il mio angelo»

La storia di Beatrice Siciliano, 21enne caduta nel vuoto durante un’escursione in montagna. A soccorrerla, l’ex professionista di hockey Tiziano Gianini. Il CAS: «Occhio alle imprudenze»

CUGNASCO-GERRA – Doveva essere una tranquilla gita in montagna. Per Beatrice Siciliano, 21enne del Gambarogno l’escursione a Medoscio (Cugnasco-Gerra) dello scorso 26 agosto si è, invece, trasformata in un incubo. La giovane dapprima esce dal sentiero. Poi si perde. E nel tentativo di ritrovare la retta via, precipita da una parete rocciosa di quasi 8 metri. Un volo nel vuoto che le procurerà diverse fratture. A soccorrerla, per puro caso, l’ex professionista di hockey su ghiaccio Tiziano Gianini. «Lui e la sua compagna Sabina sono stati i miei angeli. Ora che il mio calvario sta per finire, li voglio ringraziare pubblicamente».

Un lento ritorno alla normalità – Fratture al capitello, all’orbita oculare e allo zigomo, un buco nella vescica, la rottura del bacino, varie escoriazioni ed echimosi. È una specie di bollettino di guerra quello di Beatrice, che sarà sottoposta a un intervento per fissare il bacino con due viti. Rimosse, dopo diversi mesi, qualche giorno fa. «Sono ancora in convalescenza, ma tutto sommato sto bene. Sono una miracolata. Se sono viva, lo devo anche a Gianini, capace di prendersi cura di me, di avvisare i soccorsi, e di starmi vicino mentre ero in quello stato».

È esperta, ma si perde – E pensare che Beatrice si trovava a Medoscio con i suoi genitori. Fino a quando, a un certo punto, non ha deciso di andare a cercare qualche fungo per conto suo. «Sono stata imprudente. Avendo una certa esperienza in montagna, sono uscita dal sentiero. Dopo diversi minuti di camminata, mi sono resa conto di essermi persa. Non riuscivo più a orientarmi. E non avevo con me il cellulare. Cercando di uscire da quella situazione, ho pensato di potere raggiungere la strada asfaltata da cui eravamo partiti. Ma, quasi alla meta, sono caduta nel vuoto».


foto tio/20min
Il luogo dell'incidente

Interventi di soccorso in aumento – Nell’ultimo decennio sono aumentati di circa il 20% gli interventi per persone disperse, o ferite, sulle montagne della Svizzera italiana. Circa 120 in media le operazioni di intervento all’anno. «La montagna è sempre più frequentata – ammette Giovanni Galli, presidente della sezione ticinese del Club Alpino Svizzero (CAS) –. Magari anche da persone fisicamente preparate, che sopravvalutano le proprie capacità. In generale noto molta più foga rispetto al passato. Uno inizia ad andare in montagna, si trova bene, e subito dopo vuole andare sul Cervino».

Lo Smartphone è una risorsa – La vicenda di Beatrice, ed è lei stessa la prima a sostenerlo, è emblematica. E, alla vigilia dell’inizio della bella stagione, risuona come un monito per i potenziali temerari. «Uscire da un sentiero, per giunta da soli, è sempre un’imprudenza – riprende Galli –. Così come lo è farlo senza telefonino. Lo Smartphone non solo può aiutare la persona in difficoltà a lanciare l’allarme. Ma, nei casi in cui c’è una buona copertura di rete, può anche consentire a chi si è perso di ritrovare la strada giusta, attraverso una serie di applicazioni molto utili».

Più rapidi e più puntuali – Quello dei cellulari è un tema che sta a cuore a Galli. «Non rappresentano la garanzia di risolvere qualsiasi problema. Però possono aiutare. Da quando esistono, i nostri interventi sono più rapidi e puntuali. Di conseguenza, anche i costi di ricerca sono più contenuti».

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