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LAMONE
13.02.2019 - 18:050
Aggiornamento : 18:22

Scintille tra l'ex consigliere di Stato e il maestro di musica

Riunione di fuoco per i cori giovanili. Fulvio Caccia, presidente dei Cantori della Turrita, attacca un gruppo del Luganese: «Ci portate via i bimbi». A Bellinzona alcuni genitori si ribellano

LAMONE – L'ex consigliere di Stato attacca il maestro di musica. E quest'ultimo, con la sua collaboratrice, abbandona la sala per protesta. È accaduto negli scorsi giorni a Lamone, durante una riunione tra i rappresentanti dei cori giovanili attivi in Ticino. Protagonista dell'episodio, Fulvio Caccia, ex politico di punta del PPD, nonché presidente dei Cantori della Turrita di Bellinzona dal lontano 1978. A Christian Barella, responsabile dei Piccoli Cantori di Pura, che ha creato una sede anche nella Capitale, avrebbe detto: «Ci portate via i ragazzi. È immorale». 

Un bacino limitato – E pensare che la riunione di Lamone era stata indetta per discutere sui dettagli di un evento che avrebbe radunato più cori della Svizzera italiana. Contattato da Tio/ 20 Minuti, Caccia non fa dietrofront. Anzi. «Ho solo detto la mia opinione di fronte a un comportamento scorretto. Da tanto tempo tiriamo avanti la baracca dei Cantori della Turrita. Il nostro è un bacino limitato».  

L'enclave – Al momento i Cantori della Turrita contano complessivamente una sessantina di ragazzi. «Potrebbero essere di più – tuona Caccia –. Perché una trentina circa, invece, segue le lezioni dei Piccoli Cantori di Pura». Una sorta di enclave che non va giù a Caccia. «Arrivano dal Malcantone a portarci via i coristi. Non è giusto. Non penso che si possa collaborare con un coro del genere». 

Frasi che dovevano restare tra quattro mura – Ma come si è arrivati a questa situazione? Barella in passato curava il coro della scuola. Coro che in seguito, anche su pressione dello stesso Caccia, è stato assorbito dai Cantori della Turrita. Nel frattempo, su richiesta di alcuni genitori affezionati ai metodi di Barella, è stata aperta "come compensazione", sempre a Bellinzona, una succursale dei Piccoli Cantori di Pura. Alcuni di questi genitori oggi si dichiarano indignati dalle affermazioni di Caccia. Frasi che sono trapelate in maniera eclatante dopo la riunione interna di Lamone. 

In cerca di una convivenza pacifica – Barella, dal canto suo, cerca di gettare acqua sul fuoco. E racconta la sua visione dei fatti. «Io e la mia collaboratrice abbiamo lasciato la riunione di Lamone perché ci siamo sentiti umiliati dal signor Caccia. Detto ciò, noi siamo per la convivenza pacifica. Abbiamo iniziato a lavorare a Bellinzona come alternativa a quanto già esisteva. E sono stati gli stessi genitori a spingerci a continuare la nostra attività. Non rubiamo i ragazzi a nessuno. Al contrario, ogni genitore deve essere libero di mandare il figlio nel coro che preferisce». 

No comment dalla Federazione – Flaminio Matasci, presidente della Federazione Ticinese Società di Canto, presente alla riunione di Lamone, non ha invece voluto rilasciare dichiarazioni sulla vicenda. 

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