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CANTONE
13.02.2019 - 11:310

OTR Bellinzonese e Alto Ticino: «Ripartiamo con un nuovo CdA»

Il rinnovo del gremio strategico di OTR è infatti ritenuto dai rappresentanti dei Comuni «necessario per dare una nuova credibilità all’Organizzazione turistica regionale»

OLIVONE - A seguito di un recente incontro tra i rappresentanti dei municipi dei Comuni del Bellinzonese e Alto Ticino (presenti 10 rappresentanti dei 20 comuni) e alla luce dei recenti fatti emersi nell’ambito della gestione dei castelli e dell’aggiornamento delle tasse sulle residenze secondarie, i comuni invitano l’assemblea ordinaria dell’OTR Bellinzonese e Alto Ticino, convocata giovedì 14 febbraio al Castelgrande di Bellinzona, a rinnovare interamente i membri del Consiglio d’Amministrazione designati all’inizio del quadriennio (2014) in scadenza.

Un completo rinnovo del gremio strategico di OTR è infatti ritenuto «necessario per dare una nuova credibilità all’Organizzazione turistica regionale verso gli enti pubblici, i cittadini, i turisti, gli operatori e le altre OTR». Si tratterebbe di una nuova ripartenza con persone e idee nuove e «libere da preconcetti emersi a seguito di un periodo difficile durante il primo quadriennio. In prospettiva futura sarebbe anche auspicabile una seria valutazione della diminuzione dei membri del CdA (attualmente 13), in modo da rendere questo gremio maggiormente operativo ed efficace», si legge nel comunicato dei rappresentanti dei comuni.

In ottica futura, inoltre, il nuovo CdA dovrebbe puntare maggiormente sull'operatività dandosi obiettivi strategici ma seguiti da risultati concreti e misurabili. Si dovranno inoltre individuare prodotti regionali su cui puntare e accompagnare tramite un marketing accattivante. Per quanto attiene ai contributi comunali, si ritiene corretto attuare un plafonamento al livello attuale escludendo qualsiasi aggravio ed incremento futuro: «L'aumento dei ricavi a seguito di residenze secondarie mai tassate fino ad oggi in alcune zone, non dovrà però portare ad un aumento del contributo comunale che potrà essere mantenuto stabile con una diversa percentuale d’imposizione, come peraltro previsto dalla Legge sul turismo (L-tur)».

 

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