Tio.ch/20Minuti Davide Giordano
LUGANO
30.01.2019 - 14:450

2018 intenso per i Pompieri: «Anno che ricorderemo»

Superata la soglia dei 1000 interventi d'urgenza. Il totale dei servizi svolti è stato di 3'395

LUGANO - Un anno intenso quello appena trascorso per il Corpo civici pompieri Lugano. Il 2018 «lo ricorderemo perché è l’anno del 165esimo anniversario di fondazione dei Pompieri di Lugano ma anche quello in cui abbiamo superato la soglia psicologica dei 1000 interventi per compiti d’urgenza» ha ricordato il Comandante Mauro Gianinazzi.

Qualche cifra - In totale sono stati infatti ben 1’037 gli interventi urgenti, e 2’358 quelli non urgenti, riguardanti la disinfestazione e l’igiene. In 165 anni di storia non si era mai registrata una cifra così alta (media giornaliera di 9,8 interventi). In dieci anni le attività del Corpo sono più che raddoppiate (gli interventi totali erano 1’677 nel 2008).

Gli interventi d’urgenza hanno richiesto l’impiego di 11’979 ore, e sono stati percorsi 161’686 chilometri con veicoli pesanti e leggeri. Il parco veicoli del 2018 contava 47 mezzi e vari rimorchi di lavoro. L’anno scorso i pompieri di Lugano hanno potuto beneficiare anche dell’arrivo di due veicoli Argo Fire, di un veicolo UIT e di un’autobotte.

Urgenze e non - La maggior parte degli interventi ha riguardato gli incendi, con 447 uscite, seguiti dalle sostanze pericolose (250), eventi naturali (114), salvataggi (100), acqua (55) e incidenti (21). Gli interventi hanno permesso di salvare 127 persone e 14 animali.

Numerosi sono stati inoltre gli interventi che verranno ricordati per la loro straordinarietà, sia in termini di uomini che di mezzi impiegati. Dagli incendi di bosco al gravissimo incidente del bus sull’A2 a Sigirino dello scorso mese di ottobre, che ha provocato un morto e 14 feriti.

Il fattore "aggregazione" - I militi attivi nel corpo attualmente sono 153, di cui 10 donne. I mini pompieri hanno invece raggiunto quota 25. Il prossimo settembre si concluderà inoltre la campagna di reclutamento per pompieri di montagna, con la ricerca di una dozzina di persone. «Abbiamo però bisogno di personale in più», spiega Gianinazzi che indica come la permanenza possa variare a seconda di diverse cause.

Cambi di domicilio, problemi sul lavoro o di salute possono infatti obbligare un milite e lasciare il corpo. «Riusciamo però a fidelizzare dal 50% al 60% dell’effettivo che reclutiamo» prosegue, soffermandosi sull’importanza del fattore aggregazione. Tra militi, ma anche tra familiari. «Dietro ogni pompiere c’è sempre qualcuno che asseconda la scelta che questa persona ha fatto».

Tio.ch/20Minuti Davide Giordano
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