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19.01.2019 - 17:180
Aggiornamento : 17:42

Lia bis: «Soliti slogan, mezze verità e dati scorretti»

Andrea Genola è stato contattato dalla Commissione della legislazione per esprimersi in merito all'iniziativa parlamentare elaborata

BELLINZONA - «L’infoiamento senza vergogna da inutili albi sembra avere il sopravvento su coerenza, trasparenza e decenza». È con queste parole che Andrea Genola, primo firmatario della petizione che a suo tempo aveva raccolto 4'602 firme per l'abrogazione della LIA, si esprime in merito alla nuova iniziativa parlamentare elaborata che intende salvaguardare scopi ed effetti positivi della vecchia legge, ma senza entrare in conflitto con il diritto superiore.

L'iniziativa è stata presentata il 6 novembre 2018, parallelamente all'abrogazione della Legge sulle imprese artigianali (LIA) decisa dal Gran Consiglio ticinese al termine di un lungo dibattito, con 47 voti a favore, 11 contrari e 13 astenuti. L’iniziativa risponde di fatto ad una necessità espressa a più riprese nel corso del dibattito, e ribadita in una nota dal PLRT che confermando il proprio sostegno all’abrogazione aveva sottolineato l’importanza di dare vita rapidamente ad una «nuova ed efficace LIA, che rispetti i necessari principi giuridici e che possa così continuare a contribuire a migliorare il mercato del lavoro ticinese in favore degli artigiani».

Genola è stato contattato dalla Commissione della legislazione, incaricata dal Gran Consiglio dell'esame del'iniziativa parlamentare. Il Consiglio di Stato ha deciso di non prendere posizione in merito e la commissione ha scelto di organizzare una procedura di consultazione tra tutti i principali attori coinvolti nell'ambito delle imprese artigianali. 

«Le premesse allegate all’iniziativa parlamentare sono i soliti slogan, supportati da mezze verità e dati scorretti - scrive Genola -. Non vi è ancora chiarezza se la LIA sia stata applicata correttamente e in modo parziale, inoltre nessuna chiarezza sui costi generati». In merito a una "LIA bis" Genola aveva già detto di auspicare la creazione di «uno strumento poco oneroso e utile al Ticino e non solo a pochi intimi», mentre ora provocatoriamente chiede: «A quando un albo che imponga ai politici gli stessi parametri che impone a un pittore? Che però il parlamento lo vuole solo tinteggiare?».

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Commenti
 
albertolupo 7 mesi fa su tio
Finalmente uno che dice pane al pane e vino al vino
ciapp 7 mesi fa su tio
che carnevalata , si scommette sulla seconda figura di MMMM
Um999 7 mesi fa su tio
L’osservazione finale mi sembra più che lecita se non anche equa.
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