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BELLINZONA
26.12.2018 - 13:410
Aggiornamento : 19:04

«I nostri soldi non li rivedremo»

Le vittime di un insolvente seriale arrestato a Bellinzona esprimono soddisfazione. Ma il danno ormai è fatto

BELLINZONA - È finita con le manette e un comunicato della Polizia cantonale, la vicenda dell'insolvente seriale che da due anni imperversava nel Bellinzonese. Nell'autunno 2017, quando per la prima volta ci occupammo di lui, a suo carico pendevano già 59 precetti esecutivi. Nel frattempo l'uomo, un 29enne italiano residente oltre confine, ha accumulato danni ad aziende e persone per decine di migliaia di franchi. 

Le indagini della Procura sono partite «a seguito di una serie di denunce per truffa da parte di cittadini che avevano acquistato merce e servizi» su due siti internet fondati quest'estate dal 29enne. I clienti pagavano «e non ricevevano nulla in cambio» scrive il Ministero pubblico. Ma è solo l'ultima delle malefatte imputate al faccendiere. 

Già a giugno un ex socio e diversi dipendenti del 29enne avevano raccontato a tio/20minuti di essere stati truffati in vario modo dal sedicente "imprenditore". L'uomo aveva aperto e fatto fallire due aziende allo stesso indirizzo - viale al Portone a Bellinzona - nel giro di pochi mesi. Diversi fornitori e clienti, per lo più nel Bellinzonese, lamentavano fatture non pagate o prestazioni non fornite, per importi di migliaia di franchi ciascuna. Persino in Sicilia un'azienda cliente si era rivolta alla Procura dopo un ordine non evaso. 

Non solo. Una decina di ex dipendenti del 29enne - in buona parte reclutati tramite gli Uffici regionali di collocamento - lamentano tuttora stipendi arretrati e contributi non versati. «Ho appreso dell'arresto dagli organi di stampa» racconta un ex dipendente che ha denunciato il faccendiere per gli Lpp non versati. «Mi felicito per il provvedimento. Ma nel frattempo quante persone sono state danneggiate?».

Anche un imprenditore del Varesotto, che ha denunciato il 29enne per amministrazione infedele e truffa (con danni per 47mila franchi) si dice «soddisfatto» per l'esito delle indagini ma rassegnato. «Ora che è in galera, mi chiedo se rivedrò mai i miei soldi. Temo di no». Anche perché, da registro di commercio, la terza azienda aperta dal faccendiere - dopo il nostro secondo articolo - risulta fallita a novembre. Sempre allo stesso indirizzo. 

 

 

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