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CASLANO
21.12.2018 - 18:260

Scemata imputabilità per il nipote che uccise la nonna e le diede fuoco

La perizia sul 23enne, in carcere per l’omicidio di Pia Lischetti, ha evidenziato un disturbo legato alla dipendenza da cocaina e un alto rischio di recidiva

CASLANO - Un disturbo legato al consumo di droga, ma nessuna patologia maggiore. È questo il risultato - come riferisce la Rsi - della perizia psichiatrica condotta su N.A., il 23enne che lo scorso 5 luglio ha colpito con una dozzina di coltellate la nonna 81enne, Pia Lischetti, nella sua casa di Caslano, prima di dare fuoco al cadavere.

Il rapporto indica una lieve scemata imputabilità legata alla dipendenza da cocaina, che porta a un alto rischio di recidiva.

Il 23enne, lo ricordiamo, aveva frequentato una fondazione per il sostegno ai disabili, nel Luganese, ma dopo alcuni mesi si era ritirato. Per procurarsi la cocaina N.A.  faceva continue richieste di denaro alla nonna. «Prima o poi mi ammazzerà» aveva detto l’81enne nei mesi precendi l'omicidio ad alcune amiche.

Arrestato lo scorso 9 luglio, il nipote aveva inizialmente ammesso i fatti, sostenendo di aver agito con un amico. Una posizione che si è fatta successivamente sempre più debole, fino a quando il 23enne aveva infine dichiarato di aver fatto tutto da solo.

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