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30.11.2018 - 09:290

Pazienti a rischio: «decine di casi» anche in Ticino

Protesi difettose e apparecchi medici ritirati dal mercato. Il farmacista cantonale ha lanciato 174 allarmi negli ultimi otto anni. «Il problema è noto»

BELLINZONA - Protesi malfatte. Pacemaker che singhiozzano. Ma anche problemi minori, come lettini che si piegano male o bilance difettose. Quando si tratta di salute, la minima lacuna può avere conseguenze imprevedibili. Il consorzio internazionale Icij a inizio settimana ha acceso i riflettori sul problema degli apparecchi medici “a rischio”: sarebbero «milioni» le morti ad essi riconducibili nel mondo. L'indagine giornalistica ha riguardato 39 paesi. 

Casi in aumento in Svizzera - Tra questi c'è anche il nostro. Mercoledì l'istituto Swissmedics, che si occupa dei controlli su farmaci e dispositivi sanitari in Svizzera, ha diffuso una nota tranquillizzante: «Chi ha un impianto nel proprio corpo non deve aver paura». Ma ha ammesso che, ad esempio, i prodotti sanitari ritirati dal mercato elvetico sono aumentati: da 1520 nel 2015 a 1605 nel 2016, a 1750 nel 2017. 


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Il farmacista cantonale Giovan Maria Zanini

I dati ticinesi - E in Ticino? I numeri sono più piccoli. Gli allarmi diramati dal Dss sono stati 174 negli ultimi otto anni: 127 dal 2010 al 2013, sono scesi a 49 nel quadriennio successivo. Questo perché «una parte dei controlli sono stati accentrati a livello nazionale» spiega il farmacista cantonale Gianmaria Zanini. «Ciò non significa che il problema si sia affievolito, ed è ben noto agli addetti ai lavori».


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Alberto Siccardi

Problemi stranieri? - Alberto Siccardi è uno di questi. La sua azienda, la Medacta International Sa di Castel S. Pietro, produce dispositivi ortopedici da vent'anni e «non abbiamo mai dovuto ritirare un prodotto» assicura. «Ci sono molte differenze tra ortopedia e altri settori come l'ortodonzia o le protesi al seno, dove i controlli non funzionano così bene». Se i prodotti svizzeri hanno in genere un'alta qualità, lo stesso non vale sempre per quelli importati dall'estero: la politica, spiega Zanini, «ha già discusso ampiamente e approntato nuove normative, che però entreranno in vigore tra qualche anno» in Svizzera dal 2022. 

Le protesi al seno - La “falla” nei controlli era emersa nel 2012, con lo scandalo delle protesi al seno Pip. In Ticino le donne che si sottoposero alla rimozione furono «inferiori alla decina» ricorda Zanini, ma a livello internazionale «ci si accorse che delegare i controlli sulla qualità dei prodotti ad enti privati non era abbastanza sicuro».

«Conseguenze anche tragiche» - Casi così eclatanti e macroscopici «per fortuna non ce ne sono più stati» rassicura l'esperto. E il fatto che si contino ancora decine di richiami a cadenza regolare «non deve stupire, vista la quantità di dispositivi medici in circolazione». Gli episodi gravi «sono rari e non fanno statistica – conclude Zanini – anche se possono portare ad esiti gravi e magari tragici per il singolo paziente». 

 

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