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BELLINZONA
24.11.2018 - 13:230
Aggiornamento : 20:56

«Un’ora per comprare dei francobolli, avevo nostalgia di casa»

Cedric Jelmini, 48 anni, è reduce dal mondiale di calcio da strada a Città del Messico. Un’esperienza culminata con un brillante 26esimo posto per la Svizzera

BELLINZONA – «Non dimenticherò mai l’enorme divario sociale tra ricchi e poveri. Ma anche l’incredibile patrimonio culturale sparso in tutto il Paese, eredità dei maya e degli aztechi». Cartoline dal Messico. A “spedirle” è Cedric Jelmini, 48 anni, di Bellinzona, unico rappresentante ticinese della nazionale svizzera dei “senza tetto”, reduce dal Mondiale di calcio da strada disputato nello Stato centroamericano. «Un’esperienza – dice Cedric – chiusa con un ottimo 26esimo posto per la nostra squadra. Ci siamo piazzati praticamente a metà classifica».

Storie travagliate – La Homeless World Cup ogni anno raduna persone con storie particolari provenienti da tutto il pianeta. Uomini e donne con un vissuto travagliato, socialmente tormentato. In Svizzera, a occuparsi della selezione nazionale, è l’associazione no profit Surprise di Basilea. «Vorrei ringraziare chi mi ha dato la possibilità di vivere questa avventura – ricorda Cedric, originario della Corea del Sud –. Sono stato capitano contro la Svezia. E mi sono tolto la soddisfazione di battere squadre quotate come Italia e Francia. Abbiamo perso la “finalina” con la Colombia. Peccato».

Mamma Elvezia – Cedric torna in Ticino arricchito. E col cuore gonfio di emozione. «A Città del Messico gli eventi si susseguono continuamente. In ogni angolo delle strade ci sono fiumane di gente. C’è tanta vita. Certo, poi bisogna anche dire che l’efficienza e la puntualità non sono prerogative del Messico. All’ufficio postale si fanno file di un’ora per comperare dei francobolli. A un certo punto, come ho scritto su Facebook, avevo nostalgia di casa. Quando sei all’estero, in certi Paesi, ti accorgi anche di come si viva bene in Svizzera. Torno a casa con delle certezze. E più determinato che mai».

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