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Da sinistra: Elia Frapolli, Lorenzo Pianezzi e Simone Patelli
CANTONE
08.11.2018 - 16:590

Dagli applausi agli attacchi: «In Ticino o va tutto bene o va tutto male»

Elia Frapolli, Lorenzo Pianezzi e Simone Patelli prendono posizione sull'attuale situazione del turismo nel cantone

BELLINZONA - In Ticino non esistono mezze misure, o va tutto bene o va tutto male. O è «tutto nero» o è «tutto bianco». O si sentono solo «applausi» o si ricevono solo «attacchi». E questo sembra valere in modo particolare nel settore turistico, come sottolineato oggi in una dura presa di posizione congiunta da Elia Frapolli, Lorenzo Pianezzi e Simone Patelli, rispettivamente alla testa di Ticino Turismo, Hotellerie Suisse Ticino e dell’Associazione campeggi ticinesi.

Lo scorso febbraio si parlava di un turismo ticinese che andava a «a gonfie vele», diventato poi, arrivati ad agosto, «una delusione». In un attimo si passa così «da eccessivi slanci di ottimismo ad espressioni di risoluto catastrofismo», bacchettano i tre dirigenti invitando alla prudenza e a contestualizzare i dati: «Serve uno sguardo ad ampio spettro, sul lungo periodo e che tenga conto il più possibile dei vari fattori in gioco».

I riferimenti sono al cosiddetto turismo “sommerso” o a fenomeni come Airbnb, cresciuto esponenzialmente nell’ultimo triennio; ricordando inoltre che l’alberghiero costituisce solamente un terzo della fetta ticinese.

I tassi di occupazione delle camere d’albergo «crescono» e il settore «è in equilibrio», assicurano Frapolli, Pianezzi e Patelli. Il grande rischio è quello di «non vedere ciò che davvero sta davanti ai nostri occhi», proseguono, spiegando la scelta da parte del Ticino turistico di «crescere in qualità» con l’obiettivo di proporre un’offerta «all’avanguardia».

Quando negli anni ‘80 il numero dei pernottamenti scavalcava la soglia dei 3 milioni si parlava di «qualità a rischio». Oggi qualcuno si lamenta invece del fatto che gli attuali 2,3 milioni «sono pochi». Considerata la dimensione del nostro territorio, concludono i tre dirigenti, occorre quindi chiedersi quali siano effettivamente le nostre soglie di tolleranza: «Nessuno vuole il turismo di massa, dei “più” a ogni costo. Lavoriamo per attrarre una fascia alta di viaggiatori, rispettosi, esploratori, alla ricerca di esperienze autentiche. Vogliamo un turismo che premi davvero l’originalità del nostro territorio e il suo patrimonio ambientale, culturale e artigianale».

Commenti
 
Evry 5 gior fa su tio
Tante (S)parlate e discorsi ROBOANTI e esigui fatti concreti. Ci sono speranze ?
SosPettOso 5 gior fa su tio
Applausi quando uscite con statistiche arrotondate fin troppo ottimisticamente per giustificare la cadrega, ed attacchi quando le stesse statistiche le arrotondate verso il basso per chiedere sussidi e crediti quadri...
Bandito976 5 gior fa su tio
Prendiamo Lugano: a parte il lago, il turista cosa ha altro da visitare? Una volta gli svizzero tedeschi prendevano il treno per recarsi in via Nassa che brulicava di negozietti. Oggi? Prendiamo Bellinzona: a parte i castelli il turista cosa ha da visitare? La sera é deserto e i locali chiusi per via dei rumori molesti. Prendiamo Locarno e Ascona: a parte il lago e festival del film il resto é buio. Le valli: belle per fare escursioni ma poi? Cosa c'é altro da offrire? Aggiungiamo alla ricetta sopra descritta il traffico e l'inquinamento e il dipinto é creato (scala di grigi)
Mattiatr 5 gior fa su tio
@Bandito976 LA penso esattamente come te, quando si parla di turismo siamo sempre pronti a svendere il culo. Regaliamo i mezzi pubblici a persone che arrivano con la stessa velocità con la quale vanno ma a chi resta tutto l'anno aumentiamo i biglietti. Roviniamo il nostro territorio con schifezze moderne (chiesa Mogno, fiore, passerella Ascona, ...) perché ''potrebbero'' attirare più turisti. Poi quando si tratta di provare a creare qualcosa in questo cantone di veramente attrattivo, che possa attirare sì turisti, ma anche migliorare la vita ai residenti, APRITI CIELO.
Mattiatr 5 gior fa su tio
@Mattiatr A locarno (non conosco le altre città) i bar il sabato sera sono pieni, io con i miei soci a volte faccio fatica ad entrarci, mi spiegate chi andrebbe in un posto dove la sera i due o tre bar che ci sono sono zeppi e usciti dalla porta sembra di essere a messa? In Piazza grande non ci sono negozietti o attività che possano dare un po' di carattere alla città e se ci sono fanno vita difficile visto che a mezzo passo ci sono Coop e Manor.
Mattiatr 5 gior fa su tio
@Mattiatr Io trovo che almeno nelle città, visto che le valli sono state rese così poco attrattive da allontanare pure i turisti dagli hotel, si dovrebbe puntare a un piano regolatore che limiti gli affitti massimi nelle zone centrali in base all'attività e che vieti (come a Zurigo) i grandi venditori. Concedere più spazio alle attività serali. Abbassare gli affitti delle piazze (2000.- al m2 sono troppi per Piazza Grande) di modo che anche delle piccole organizzazioni locali possano fare degli spettacoli, magari anche gratuiti. Sono stato a Lienz (Austria), la banda cittadina un giorno alla settimana suonava in piazza ed è stato uno spettacolo molto bello da vedere, anche per me che sono giovane. Così facendo rianimeremmo almeno un po' le piazze e i viali cittadini. È inutile avere la piazza vuota tutto l'anno e riempirla solo in estate con fenicotteri e attività ultra costose. Un po' di anima renderebbe il Ticino più bello per i turisti e più bello da vivere.
tip75 5 gior fa su tio
troppo traffico troppe multe trippa poca vita,la qualità solo nella natura
Canis Majoris 5 gior fa su tio
Lourmarin il tuo commento è perfetto!!!!!! Beh, basta vedere chi ci governa... soprattutto uno che era sindaco in un comune pieno di centri commerciali e capannoni... non credo gli dirà a cuore il territorio... mi raccomando alle prossime elezioni!
Lourmarin 5 gior fa su tio
E mai una volta che si osi anche solo accennare al fatto che il nostro Cantone forse è diventato brutto: traffico, capannoni, strade, centri commerciali, rivenditori d'auto, palazzi e cemento. Salvo le zone più discoste e periferiche, a chi potrebbe ancora davvero interessare fare del turismo in Ticino? Noi ci verremmo conoscendo il degrado di gran parte suo territorio? Nonostante gli sforzi degli operatori, che non sono pochi, credo che purtroppo abbiamo perso per sempre la nostra unica risorsa, il territorio. Che invece di essere valorizzato è stato consumato per mero interesse economico e col beneplacito di molti politici, operatori economici e della stessa sua popolazione troppo facilmente tentata dalla svendita dei propri beni.
sedelin 5 gior fa su tio
@Lourmarin tutto vero! ma quel che é fatto é fatto. ovunque é così... però per chi ama la natura il ticino ha tanto da offrire, ma tanto. in estate lugano e locarno offrono numerosi eventi e chi ci viene per questo o per quello dovrà pur pernottare da qualche parte. anche nei luoghi da dove provengono i turisti c'è lo stesso andazzo "capannorio" e venire nelle nostre città e valli può interessare.
Gus 5 gior fa su tio
E con questa situazione il Direttore va a fare campagna elettorale? Perché non si occupa solo del suo lavoro, visto che ne ha parecchio?
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