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CANTONE
07.11.2018 - 10:530

Stazioni di servizio: «Ancora nessun minimo salariale»

Per il sindacato OCST la situazione per i lavoratori ticinesi del settore è «grave e da risolvere»

LUGANO - Nel corso delle trattative per il rinnovo del Contratto collettivo di lavoro per i negozi delle stazioni di servizio, i sindacati si sono «scontrati» con il rifiuto dell’associazione padronale AGSS di aumentare di 100 franchi mensili i salari minimi.

Per l'OCST quello delle stazioni di servizio è un settore «che gode di buona salute e beneficia di un’estensione dell’orario di apertura sconosciuta alle altre attività commerciali», ma che tuttavia «garantisce salari troppo bassi». Per questo il sindacato ritiene che «possano e debbano essere aumentati».

La situazione delle lavoratrici e dei lavoratori ticinesi nelle stazioni di servizio sarebbe, sottolinea l'OCST «ancora più grave». «Al momento della firma del contratto - spiega il sindacato in una nota -, le parti sociali avevano convenuto un salario minimo valido anche nel Canton Ticino. In seguito al ricorso della lobby ticinese delle stazioni di servizio, il Consiglio federale, con una decisione incomprensibile ed eludendo l’accordo tra i partner sociali, ha tuttavia stabilito di escludere il Ticino dalle disposizioni in materia di salario minimo previste dal CCL».

OCST ritiene «assolutamente necessario» che al più presto si intervenga per affrontare e risolvere questa «anomalia che discrimina palesemente le lavoratrici e i lavoratori ticinesi».

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