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16.10.2018 - 16:070
Aggiornamento : 17.10.2018 - 09:04

Spesa in Italia, l'outing del politico. Lucibello: «Non demonizzo, ma...»

Il presidente della Disti replica al leghista Wicht che attaccava gli imprenditori che “fanno la spesa” di frontalieri: «Una risorsa per l’economia, ma da impiegare in maniera etica e leale»

La spesa oltrefrontiera

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

LUGANO - Se il politico leghista svuota il sacchetto e scrive: «La spesa in Italia è vantaggiosa e io la faccio». È sicuramente un outing “anomalo”, ma anche double-face quello del consigliere comunale di Lugano Omar Wicht. Che, da un lato, giustifica sé stesso e quanti riempiono il carrello oltrefrontiera: «Se potessi permettermelo sarei il primo a comperare tutto qui in Ticino» scrive. Ma poi attacca gli imprenditori «che fanno la spesa di operai frontalieri» e il governo che non farebbe abbastanza per tutelare i posti di lavoro e contro il dumping…Stoccate che il presidente della Disti, la grande distribuzione ticinese, Enzo Lucibello rintuzza così.

La premessa - Ma prima una premessa, dice Lucibello: «Bisogna essere consapevoli che senza frontalieri la nostra economia sarebbe in ginocchio. Se pagati correttamente, sono una risorsa che va impiegata». Dopo di che Lucibello entra nel vivo della polemica: «Non demonizzo chi va a fare la spesa oltreconfine. Semplicemente dico che bisogna accrescere la sensibilità a fare la spesa in casa».

Non siamo talebani - Svariate sono le ragioni che possono portare all’estero: «Non siamo talebani. Uno, oltre che per ragioni di budget familiare, può andare oltrefrontiera anche per trovare un prodotto diverso o per svago. Non diventa per questo un traditore della patria… Ma la sensibilità verso i nostri prodotti resta fondamentale».

Denaro e… qualità - Il confronto dei prezzi non dice tutto, secondo Lucibello: «Se confrontiamo la carne svizzera con quella, magari dell’est Europa, che trovi nei supermercati italiani e che costa sensibilmente meno… Beh, non è un paragone corretto. Come vengono nutriti gli animali? Come sono tenuti? Qui troviamo certezze sui prodotti in vendita». E lo stesso, aggiunge il presidente della Disti, vale per frutta e ortaggi.

Gli imprenditori - Quanto al fatto che l’imprenditore faccia “la spesa” di personale in Italia, cioè assuma solo frontalieri… Lucibello ritorna alla premessa: «Ripeto sono una risorsa da utilizzare in maniera corretta, etica e leale. Poi se esistono quattro pecore nere, non va condannata la maggioranza imprenditori onesti».

Le contromisure - Infine le contromisure, alcuni negozianti chiedono franchigie doganali più alte, altri puntano sulla sensibilizzazione. Il presidente della Disti non nega che «andrebbero applicate delle norme paritetiche. Invece oggi le franchigie sono sbilanciate a favore dell’acquisto all’estero». Ma il punto è «sensibilizzare chi compra prevalentemente oltrefrontiera da un punto di vista della qualità, della vicinanza e della salvaguardia dei posti di lavoro».

I vantaggi a cascata - Perché acquistando in Ticino, conclude Lucibello, «non si salva solo il posto dei venditori, ma sono soldi che, a cascata, producono indotto a vantaggio di chi lavora vive nel territorio. Fare invece la spesa in Italia per ritorsione mi pare una scelta sbagliata e miope».

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