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POSCHIAVO (GR)
15.10.2018 - 16:010

La cultura alimentare alpina presto patrimonio Unesco?

Il progetto transnazionale AlpFoodway punta a far iscrivere il Patrimonio Alimentare Alpino nella lista del Patrimonio Culturale Intangibile dell'UNESCO

POSCHIAVO - Si chiama AlpFoodway ed è il progetto transnazionale con il quale sei Paesi a cavallo delle Alpi, tra cui la Svizzera, puntano a far iscrivere il Patrimonio Alimentare Alpino nella lista del Patrimonio Culturale Intangibile dell'UNESCO. A rappresentare la Comunità Alpina il Polo di Poschiavo (GR), capofila del progetto.

AlpFoodway, che conta 14 partner e 39 osservatori nei sei Paesi alpini (Francia, Italia, Svizzera, Germania, Austria e Slovenia), ha l'obiettivo di creare un modello di sviluppo sostenibile per le aree alpine periferiche basato sulla conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale alimentare.

A causa dello spopolamento, dell'invecchiamento della popolazione e della globalizzazione, si legge sul sito del Polo Poschiavo, il Patrimonio Alimentare Alpino è infatti a rischio di scomparsa. Tutte le Amministrazioni Alpine stanno sperimentando soluzioni di salvaguardia e valorizzazione per quello che rappresenta un forte elemento identitario che va oltre i prodotti, comprendendo paesaggi produttivi, tecniche di produzione, abitudini di consumo, riti e saperi tradizionali, ma in maniera frammentata e scoordinata. Il progetto svilupperà il tema in una scala, l'intero Arco Alpino, mai vista prima.

Il 4 ottobre scorso ad Innsbruck, nell'ambito della conferenza di metà mandato del progetto, che ha una durata di tre anni (2016-2019), i 14 partner hanno promosso la carta a sostegno dell'iniziativa: nella "Charter of Alpine Food Heritage", ha spiegato Cassiano Luminati, direttore del Polo Poschiavo e coordinatore del progetto, ai microfoni della trasmissione radiofonica "Grigioni Sera" (ReteUno) «spieghiamo cosa possono fare consumatori, cittadini, chef e agricoltori per preservare questo patrimonio, che è vivente e innovativo, per cui si tratta di un'operazione non di museizzazione ma piuttosto che guarda verso il futuro. Quello che cerchiamo di fare è puntare a uno sviluppo sostenibile nelle aree periferiche alpine».

Nei prossimi mesi la carta sarà diffusa nella forma di petizione online per raccogliere il più ampio sostegno possibile alla candidatura UNESCO. L'obiettivo è arrivare entro ottobre 2019, al momento della conferenza finale del progetto AlpFoodway, con un dossier completo per poter consegnare la candidatura alle commissioni UNESCO.

Il ruolo del Polo Poschiavo - Nell'ambito del progetto, oltre a coordinare tutte le attività del consorzio di partner e gli aspetti comunicativi, il Polo Poschiavo svilupperà attività formative innovative inerenti alla trasmissione di saperi tradizionali legati alle filiere alimentari alpine.

Con l'approvazione di questo progetto, si legge sul sito internet del centro di formazione grigionese, «al Polo viene data la possibilità di mettere a disposizione in una dimensione alpina le competenze e la rete di relazioni internazionali che ha saputo costruire negli anni, creando opportunità di sviluppo territoriale e aumentando ulteriormente la sua notorietà e credibilità».

Il progetto è finanziato dall'Unione europea nell'ambito del programma europeo Interreg AlpineSpace e ha un budget complessivo di 2'540'566 euro (di cui 1.923.130 da fondi FESR, Fondo europeo di sviluppo regionale). Il budget complessivo del Polo Poschiavo ammonta a 253’000 franchi, di cui 199’500 coperti da fondi Federali e Cantonali provenienti dalla Nuova Politica Regionale.

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