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LUMINO
15.09.2018 - 09:320
Aggiornamento : 13:56

«Stop a quelle ruspe»: tensione sempre più alta in zona Bassa

È guerra tra i cittadini che frequentano l’oasi verde lungo la Moesa, e Berna. Il portavoce dell’USTRA. «Rinaturalizzazione necessaria». In arrivo un incontro. Forse inutile

LUMINO – “Bassa non si tocca”. “Salviamo Bassa". Sono solo alcuni degli slogan che, da settimane, compaiono su striscioni esposti tra San Vittore e Lumino. Lungo il confine tra i Grigioni e il Ticino c’è un fazzoletto di terra, la zona Bassa, al centro di una polemica rovente. Da una parte l’Ufficio federale delle strade (USTRA) che ha deciso di rinaturalizzare la regione, riportandola alle condizioni originarie. Dall’altra, decine di cittadini che temono di perdere la loro oasi verde. Lunedì prossimo, tra l’USTRA e la popolazione è previsto un incontro. Che, tuttavia, fa storcere il naso a molti. A partire dall’orario, dalle 15 alle 19, inaccessibile a molti. Gabriele Crivelli, portavoce dell’USTRA, interpellato da Tio/20 Minuti, getta acqua sul fuoco.

Signor Crivelli, alcuni cittadini hanno pubblicamente giudicato “una farsa” questo incontro. In fondo, inizialmente, vi eravate rifiutati di dialogare con la popolazione. Cosa replica?
Non è così. I nostri collaboratori saranno volentieri a disposizione dei cittadini interessati per rispondere alle loro domande. I responsabili del progetto saranno presenti nei locali del Municipio di Lumino.

In diversi ritengono superfluo, addirittura dannoso, il vostro progetto di rinaturalizzazione. Qual è il vostro obiettivo?
Il progetto vuole sostanzialmente tutelare e valorizzare la zona dal punto di vista ambientale.

Già. Ma quella era già una regione parecchio verde. Perché intervenire?
A partire dal dopoguerra, il territorio svizzero è stato modificato in maniera sempre più importante dall’intervento dell’uomo. In particolare, numerosi biotopi e corridoi faunistici sono stati messi in pericolo o interrotti dalla costruzione della rete di trasporto stradale e ferroviaria svizzera.

E quindi?
Solo in seguito, a partire dagli anni ‘80, la società è stata sensibilizzata sul problema. E sono state elaborate norme per la protezione dell’ambiente. Oggi l’impatto sulla natura è integrato nella progettazione stradale e, laddove necessario, si prevedono misure per il ripristino e per la protezione della natura nei nuovi progetti.

Fondamentalmente cosa non funzionava in zona Bassa?
La zona in questione, situata a ridosso dell’A13 e del fiume Moesa, è considerata zona golenale d’importanza nazionale e comprende pure un passaggio faunistico attualmente interrotto. Con la costruzione dell’A13 tra Castione e Roveredo negli anni ’60 e ’70, il corso del fiume Moesa è stato modificato restringendone l’alveo. Ciò ha avuto conseguenze negative per la flora, la fauna e la biodiversità.

La gente teme di perdere un’oasi verde di pace per colpa vostra… 
Al contrario, il progetto dell’USTRA mira a ristabilire la situazione antecedente alla costruzione dell’autostrada. E prevede, tra le altre misure, il ripristino della golena, la costruzione di un passaggio faunistico e il risanamento di una discarica. Il tutto conformemente alla legislazione in vigore per la salvaguardia dell’ambiente.   

A che punto è l’iter burocratico? 
Sul progetto si sono espressi positivamente sia l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), sia i rispettivi uffici dei due Cantoni convolti (Ticino e Grigioni). Il progetto esecutivo è attualmente in fase di pubblicazione, che si concluderà il 24 settembre.

C’è margine per un dietrofront o per un compromesso?
In questa fase, i cittadini interessati possono fare pervenire le loro osservazioni all’USTRA e al Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC), che prenderà le decisioni e approverà i piani.

 

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