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AGNO
19.07.2018 - 06:010
Aggiornamento : 08:58

«Adoravo atterrare "en glissade" e in volo mi piaceva cantare»

Tra un mese l’aeroporto compie 80 anni. I ricordi di Tity Kessel, prima donna pilota in Ticino e madrina, quel lontano 27 agosto 1938, di una giornata prima gioiosa e poi funesta

AGNO - La passione per gli aerei gliel’ha trasmessa il primo marito, Werner Kessel, uno dei padri con Pedrolini e Frizzoni del campo d’aviazione di Agno. È un salto, anzi un volo indietro di 80 anni, quello che ci invita a fare Tity Mascioni, 98 anni tra due giorni. Allacciate le cinture, perché alla prima donna ticinese che ha ottenuto il brevetto di pilota piacciono gli atterraggi “sportivi”.

Gli albori del campo - «Il campo d’aviazione - ricorda Tity - apparteneva all’ingegner Frizzoni. All’inizio c’era solo un prato e Pedrolini che aveva un’impresa di costruzioni portò una casetta di legno. Era una baracca di cantiere, dove i piloti potevano cambiarsi. Per ravvivarla  feci delle tendine a quadrati bianchi e rossi. Eravamo sempre lì».

Una madrina diciottenne - Il 27 agosto 1938 il campo venne inaugurato. «Era prevista una grande festa e la sera ci si doveva trovare tutti da Huguenin, sotto le arcate di palazzo Gargantini, un locale chic dove si andava a ballare. Io quel pomeriggio, vestita da madrina coi colori ticinesi (vedi la foto sopra, ndr), dovevo accogliere con un mazzo di fiori gli ospiti scesi dagli aerei. C’era moltissima gente. Alcuni arrivavano dall’Inghilterra».

La notizia della tragedia - «Purtroppo ho potuto accogliere solo un paio di persone. Quando arrivò la notizia dello schianto». È la tragedia del Muotathal, lo schianto contro la montagna svittese di quattro aerei della squadriglia militare svizzera in cui perirono 6 piloti (e un settimo, il comandante ticinese Decio Bacilieri morì una settimana dopo per le gravi ferite). «Si salvò invece Werner Guldimann che, visto il maltempo sulle Alpi, decise di invertire la rotta». “Per fatalità il volo fu senza arrivo” scrisse all'epoca la Rivista militare. Erano attesi ad Agno.

La prima ticinese pilota - «Siccome Kessel e Pedrolini avevano l’indole dei capi, alla fine Werner andò al campo di Magadino come istruttore di volo. E io feci lì il brevetto nel 1949. Purtroppo il mio esaminatore è morto in un incidente aereo». Brividi e lutti sono la faccia di una stessa medaglia in quell’epoca pionieristica del volo.

La ragazza del Piper - «Eccome se mi piaceva volare. Ma se non avessi sposato un istruttore difficilmente avrei imparato. Era una passione costosa all’epoca». Allora aveva quasi 29 anni. «Volai poco. Poi mi trasferì con Mascioni, il mio secondo marito, in Val Poschiavo dove rimasi per 52 anni».

Atterrare “en glissade” - Pochi anni di volo, ma con un certa maestria: «Volavo con un Piper. Ad Agno non ho mai avuto difficoltà ad atterrare. Anzi adoravo accorciare la manovra "en glissade", mettendo di traverso l’apparecchio e poi raddrizzandolo all’ultimo (ride, ndr). E in volo mi piaceva cantare. Paura? No, ma si volava solo col bel tempo».

Albergatori e grandi sportivi - «Mi chiamano Tity, perché mio fratello Alberto non riusciva a pronunciare il mio nome» ricorda la signora. «Veramente mi chiamerei Carolina Gertrude. Trudy dunque, ma Alberto diceva Tity pensando forse al nome della bambola in svizzerotedesco». E sulla sua famiglia ci sarebbe un libro da scrivere. «La mia famiglia Kappenberger era proprietaria dell’albergo Adler di Lugano. Mio papà era alsaziano e mia mamma basilese. Eravamo sette fratelli, cinque maschi e due femmine. Cinque maschi tutti in servizio militare durante la guerra e grandi sportivi. Giovanni correva in moto ed era campione svizzero di tuffi. Alberto tirava di scherma. Ugo era ginnasta. E Rudy… beh, Rudy ha giocato anche nella nazionale svizzera di calcio. Era un mancino, molto veloce. Segnò un gol molto importante contro la Germania di Hitler».

Anniversario con stallo - Il prossimo 27 agosto, come detto, saranno 80 anni esatti dalla nascita del campo d'aviazione. Dieci anni fa, il 70esimo fu festeggiato con esibizioni aeree e un'esposizione di velivoli d'epoca a terra. E l'80esimo? La direzione spiega di stare valutando se e cosa fare. Le attuali turbolenze possono scoraggiare? «Ma celebrare l'aeroporto sarebbe un argomento in più per ricordare che esiste da tanto tempo e non va lasciato colare a picco» nota Dario Kessel, il figlio della prima pilota ticinese.

Commenti
 
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siska 2 anni fa su tio
Ecco queste erano persone degne e rispettabili che non si sono mai "blagate" (blagà) pur avendo mezzi a disposizione...okay erano altri tempi ed io manco sapevo dove ero in quanto non ancora nata. Però sono persone che ci hanno messo l'anima e ancora oggi il cognome Kessel porta con sé molte cose. Poi la signora Tity Kessel proveniva da una famiglia molto dinamica ed intraprendente....
bledsoe 2 anni fa su tio
Che spettacolo di famiglia e esperienze!!
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