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LOCARNO
03.07.2018 - 16:070

Il Municipio deplora lo sciopero sul lago Maggiore: «Danno d’immagine»

L'Esecutivo non comprende la necessità della protesta ritenendo «le trattative intercorse una garanzia più che valida per i dipendenti della Navigazione»

LOCARNO - Il Municipio di Locarno ha preso atto «con grande stupore e disappunto» della decisione del personale della Navigazione Lago Maggiore, e dei partner sindacali ai quali fanno riferimento, di indire oggi un’intera giornata di sciopero finalizzata a dar seguito a ulteriori rivendicazioni di ordine salariale.

L’Esecutivo deplora in primo luogo il fatto di non essere stato preventivamente informato di questa iniziativa, «cosa che sarebbe invece stata opportuna, perlomeno in considerazione del pieno supporto, anche finanziario, che la Città di Locarno ha ampiamente concesso lo scorso anno ai dipendenti della Navigazione per dar loro modo di superare il difficile momento che stavano attraversando».

Il Municipio non comprende la necessità di indire questo nuovo sciopero in quanto ritiene che «le trattative intercorse negli scorsi mesi, che hanno permesso la nascita del nuovo Consorzio, rappresentino una garanzia più che valida per i dipendenti della Navigazione di mantenere il proprio posto di lavoro a condizioni ragionevoli e soddisfacenti».

L’Esecutivo di Locarno sostiene pertanto la linea adottata dalla Direzione del nuovo Consorzio, approvando pure le tempestive misure messe in atto dai vertici consortili per garantire in questo frangente un servizio di navigazione di base anche sul Lago Maggiore. «Questo aspetto è di vitale importanza soprattutto perché ci troviamo in piena stagione turistica, dove azioni come quella odierna intrapresa dai dipendenti della Navigazione determinano un considerevole danno d’immagine per la Regione e, in maniera più diretta e concreta, penalizzano economicamente i numerosi operatori commerciali che trovano nel turismo la loro principale fonte di reddito e guadagno».

Il Municipio invita i dipendenti della Navigazione che hanno aderito allo sciopero a voler riprendere il proprio lavoro, «gesto che va anche a tutto favore della loro credibilità. Se ulteriori trattative si renderanno necessarie L’Esecutivo è convinto che queste si potranno portate avanti nelle sedi opportune, in ogni caso senza il ricorso a prove di forza discutibili».

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