CARONA
18.06.2018 - 22:480

Burocrazia canaglia: il finto wc per disabili resta un rebus

Gabinetto a misura di handicap, ma impossibile da raggiungere: a nulla sembra essere servita la segnalazione di Silvia Arioli, che da anni si batte per i diritti degli invalidi

CARONA – Ah... La burocrazia... A volte non ha né capo, né coda. Chiedetelo a Silvia Arioli, la ragazza luganese in carrozzina che da anni si batte per i diritti dei disabili e contro le barriere architettoniche. Tempo fa, Silvia aveva segnalato alle autorità di Carona (Lugano) come il gabinetto pubblico situato nella zona del Parco San Grato fosse “a misura di disabile”, ma impossibile da raggiungere a causa della presenza di alcuni scalini.

Un wc molto spazioso. Pulito, attrezzato. Utilizzabile dunque da chiunque sia confrontato con una situazione di invalidità motoria. C’è davvero tutto il necessario per il portatore d’handicap. Però c'è anche quella scala, bizzarra e paradossale, che di fatto rovina tutto. E mette a disagio chi, un handicap, ce l’ha per davvero. «Ecco perché avevo deciso di scrivere alla Città – precisa Silvia –, proponendo tra l'altro una soluzione a basso costo per rendere quel gabinetto davvero accessibile a tutti. Una piccola rampa al posto di quei gradini. Non chissà che investimento...»

Ebbene, a circa quattro mesi di distanza la risposta dell'autorità cittadina recapitata a Silvia lascia un po’ perplessi. Una replica molto formale. Con tante puntualizzazioni poco necessarie. E una frase che spicca su tutte: «Per quanto attiene la formazione dell'accesso per disabili, il problema è complesso e stiamo valutando come potere intervenire».

«Avevo semplicemente proposto di fare una rampa al posto di quei pochi gradini – commenta la giovane donna in carrozzina –. Se questo per la Città è un problema complesso da risolvere, non oso immaginare come siano gli altri. Mentre si cerca soluzione su come aggirare la “complessità” della costruzione di una rampa, consiglierei allora alla Città di lasciare fuori dei sacchettini per le deiezioni canine, così che le persone con disabilità motoria possano espletare civilmente i loro bisogni».


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