LUGANO
17.06.2018 - 12:320

Il Cardiocentro risponde al Governo: «Vogliamo l’autonomia finanziaria»

Con una lettera di sei pagine l’Ospedale del cuore ha respinto la proposta del Consiglio di Stato

 

LUGANO - Con una lunga lettera il Cardiocentro ha risposto al Consiglio di Stato e alla sua proposta di una fase di transizione di cinque anni al termine dei quali “l’Ospedale del cuore” dovrebbe essere inglobato all’interno dell’Ente Ospedaliero cantonale. Il Governo, nel farsi mediatore in questa difficile e delicata fase, ha garantito al Cardiocentro un’autonomia clinica, gestionale e amministrativa. Ma non finanziaria. Ed è proprio la parte finanziaria  il nodo della discordia.

Nella lettera, i cui contenuti sono stati rivelati dal domenicale Il Caffè e pubblicati per intero sul sito del settimanale, il Cordiocentro ha ribadito un concetto preciso. Che è il seguente: riferendosi al rapporto del Gruppo Tecnico che aveva trovato “unanime consenso” e che secondo il quale La Fondazione Cardiocentro Ticino avrebbe dovuto continuare ad esercitare all’interno di un istituto indipendente sia dal profilo clinico che da quello amministrativo, viene ribadito ancora una volta che l’autonomia deve essere anche finanziaria. Si legge nella lettera: «Istituto indipendente, sia dal profilo clinico che da quello amministrativo, significa Istituto indipendente dal profilo gestionale e non, evidentemente, subordinato alla Direzione di un altro ente. E, un’indipendenza gestionale non può astrarre da un’indipendenza finanziaria; da qui la nostra proposta di un business plan rinnovabile ogni cinque anni».

Inoltre nella lettera si chiede anche che al personale «siano garantite e assicurate le stesse condizioni di impiego (salario, mansioni, luogo di lavoro, orari, congedi, vacanze, ecc..) e questo non solamente durante un periodo di cinque anni, ma per una durata indeterminata e senza limiti di tempo».

Infine vengono elencati i vantaggi di una gestione autonoma e indipendente, vantaggi che sono riassumibili in “velocità e tempi rapidi per quanto riguarda l’innovazione, la creazione di spin-off e iniziative complementari, la partecipazione a progetti di ricerca che consentono di dotarsi in anteprima di nuove tecniche e terapie sperimentali, la rapidità e versatilità decisionale”.

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