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CANTONE
14.06.2018 - 07:270
Aggiornamento 09:48

Macello cantonale: servono un milione e le deroghe

L'appello a Comuni e Cantone per introdurre una filiera della carne

CRESCIANO - I capi macellati sono passati dai 388mila chili del 2016 ai 440mila del 2017. E sono cresciuti pure i ricavi (da 447mila franchi a 496mila), con una conseguente diminuzione di 100mila franchi del debito ipotecario con BancaStato, che ammonta a 2,375 milioni.

È tuttavia ancora precario - come riporta La Regione, l’equilibrio del Macello cantonale di Cresciano gestito dalla Mati Macello Ticino Sa. A sei anni dalla moratoria concordataria, la strada appare ancora in salita.

L'idea del presidente Manfredo Forni, subentrato un anno fa a Paolo Barberis, «è quella di destinare gli spazi inutilizzati a una filiera della carne», integrando disossamento e confezionamento. Costo dell'investimento? Circa un milione. La Mati, però, deve attualmente sottostare al quadro operativo che prevede, dal profilo autorizzativo, la sola macellazione. Forni, quindi, spera che le autorità preposte valutino positivamente l’eventualità di concedere deroghe.

Il presidente si è rivolto anche al Cantone e ai Comuni. A questi ultimi era infatti stato chiesto un contributo volontario pari idealmente a circa 100mila franchi annui. Che non arrivano da tutti. Chiasso quest’anno ha rinunciato al versamento a seguito dei propri problemi finanziari. E dalla maggior parte dei Comuni del Locarnese non è mai giunto nulla.

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