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14.06.2018 - 07:180
Aggiornamento 11:32

Tumori al seno, sempre più frequenti anche tra gli uomini

L’allarme arriva da Barcellona. Una cinquantina all’anno, i casi “al maschile” in Svizzera. Un paio in Ticino. L’esperto: «Problema sottovalutato»

BELLINZONA – È un male sempre più frequente. Colpisce 1-2 donne su 10. Ma la vera notizia è che il tumore al seno si sta sempre più diffondendo anche tra gli uomini. A volte con esiti mortali. Una cinquantina all’anno, i casi “al maschile” in Svizzera. Mediamente 3 all’anno in Ticino. «La si ritiene una malattia femminile – spiega Francesco Meani, del Centro di Senologia della Svizzera Italiana di Lugano (EOC) –. E per questo spesso le diagnosi sul maschio vengono fatte in ritardo, quando il tumore è già in stato avanzato».

Tutti hanno la ghiandola mammaria – È un recente studio presentato alla European Breast Cancer Conference di Barcellona a lanciare l’allarme. I sintomi della versione “al maschile” del tumore al seno sarebbero troppo spesso sottovalutati. «Le statistiche internazionali indicano che ogni cento tumori al seno, uno è maschile – dice Meani –. D’altra parte, il maschio ha la ghiandola mammaria esattamente come la femmina. Nelle donne il tumore al seno è più probabile perché il sistema ormonale è diverso e perché il volume della ghiandola è più grande. Questo non significa che simili problemi non possano verificarsi anche nell’uomo».

Obesità e alcol – Se nelle donne il fatto di avere pochi figli (e tardi) è una caratteristica che nei tempi moderni fa aumentare il rischio di ammalarsi, negli uomini sono altri fattori a intervenire. Ad esempio, lo stile di vita, l’esposizione a fattori ambientali cancerogeni, la genetica. «Non dimentichiamoci l’obesità e l’alcol, problemi tipicamente maschili. Tendenzialmente il tumore al seno subentra in età avanzata. Nelle donne registriamo due picchi. Il primo tra i 50 e i 60 anni, il secondo attorno agli 80. L’uomo, invece, si ammala solitamente verso i 60-70 anni. Non mancano, tuttavia, casi di giovani colpiti dal tumore al seno».  

Caratteristiche differenti – Nell’ultimo ventennio l’International Male Breast Cancer Program, condotto dalla European Organisation for Research and Treatment of Cancer (EORTC) ha stabilito che questo cancro nei maschi ha caratteristiche differenti rispetto a quanto accade nelle femmine. Il 90% dei pazienti maschi ha un tumore ER+, positivo ai ricettori per gli estrogeni. Solo il 77% di questi, tuttavia, riceve una terapia adatta.   

Qualità delle cure – Tradotto: mentre per le donne le cure sono standardizzate e possono essere personalizzate, per gli uomini mancano riferimenti scientifici e spesso la qualità risulta inferiore. «Tutto questo, associato alla frequente diagnosi tardiva, si traduce in una prognosi peggiore». 

Prevenzione da migliorare – Le complicazioni possono subentrare anche in uno stato successivo alle terapie. «Il tasso di sopravvivenza nella donna è attorno all’80% a 5 anni dalla terapia. Nell’uomo è circa il 66%. Le tempistiche d’intervento vanno assolutamente migliorate. Così come la prevenzione. Quando un uomo sente strani noduli nella zona del capezzolo, è bene che si rechi dal medico subito, anziché tergiversare».

Chirurgia conservativa anche per l’uomo – Eliminare una ghiandola mammaria per una donna è un  trauma che, a volte, non si supera nemmeno con la chirurgia estetica. «Per la donna il seno e la simmetria sono importanti. Allo stesso modo, l’uomo che subisce l’amputazione di un capezzolo si sente anomalo. È importante parlare di chirurgia conservativa anche quando i pazienti sono uomini».     

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