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CANTONE
13.06.2018 - 16:310

PostFinance, i dipendenti protestano contro lo smantellamento

I dipendenti riuniti in assemblea chiedono di trovare nuove soluzioni affinché nessuno venga licenziato

BELLINZONA - Una trentina di dipendenti PostFinance si è riunita ieri in assemblea a Bellinzona per chiedere soluzioni alternative ai licenziamenti annunciati, maggiore trasparenza nella comunicazione e l’assunzione della responsabilità sociale. In tutta la Svizzera sono state annunciate 542 soppressioni di posti a tempo pieno entro il 2020, il che vuol dire un migliaio di persone coinvolte: il 25% del'organico.

«Quando si parla di numeri così grandi - ha ricordato il responsabile regionale di syndicom Marco Forte – e non c'è un fattore esterno scatenante, addirittura i bilanci sono in attivo, allora siamo di fronte a una mancanza di strategia. PostFinance non è stata capace di anticipare le opportunità dell‘automazione. I veri motivi di questo smantellamento sono la ricerca ossessiva del massimo profitto da parte dei manager, la mancanza di visioni chiare per il futuro, un insufficiente perfezionamento del personale e il fallimento dei piani riguardo ai clienti commerciali. Tutte carenze dirigenziali per le quali adesso pagherà il personale».

Incertezza tra i collaboratori - Per il Ticino si parla di 17 posti di lavoro (o di unità?) entro il 2019, non è ancora chiaro il numero di soppressioni previste tra il 2019 – 2020. Il tutto in una regione periferica, dove la situazione del mercato del lavoro non è facile.

Queste soppressioni si vanno ad aggiungere ad altri tagli del personale avvenuti di recente in Ticino: 7 dipendenti attivi nell'elaborazione di documenti e ricevute hanno perso il posto di lavoro a partire da marzo 2018 e altri 7 posti di lavoro verranno soppressi con la chiusura del servizio di accoglienza prevista per fine anno. Queste continue ristrutturazioni creano grande incertezza tra i collaboratori. Il periodo di consultazione, previsto dalla legge, andrà dal 18 giugno al 13 luglio. Il 6 agosto verrà attuato lo smantellamento, con la decisione effettiva. «Questo è un fatto non casuale, irrispettoso verso i dipendenti e i partner sociali, perché fatto in estate, durante le vacanze. Un segnale preoccupante per un’azienda con responsabilità sociale, che ha il mandato della Confederazione», ha fatto notare Forte.

Maggiore trasparenza - I dipendenti riuniti in assemblea chiedono di trovare nuove soluzioni affinché nessuno venga licenziato. Chiedono inoltre maggiore trasparenza nell’ambito del progetto «Victoria 2020»: per cominciare, non si sa neppure se la soppressione annunciata in Ticino riguarda 17 posti di lavoro o 17 unità.

Infine, i dipendenti invitano PostFinance ad assumersi la sua responsabilità sociale nel perseguire una politica del personale adeguata per un’azienda appartenente alla Confederazione.

Dopo il periodo di consultazione, syndicom organizzerà una nuova assemblea per decidere insieme ai dipendenti quali ulteriore passi intraprendere.

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