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28.05.2018 - 10:020
Aggiornamento : 11:32

«8'077 persone in assistenza»

Le persone che in Ticino devono ricorrere all'aiuto pubblico sono ancora aumentate di 133 unità. La maggioranza di loro è sola. il 26.2% sono figli minorenni o maggiorenni in formazione

BELLINZONA - Che in Ticino ci fosse il problema delle persone che per vivere devono ricorrere all'assistenza è un problema noto. Ma il numero esatto non sempre è conosciuto. Per questo i dati sull'assistenza sociale relativi all'anno passato - diffusi oggi dal DSS -sono molto importanti per monitorare un fenomeno che risulta (purtroppo) sempre in crescita. Sono infatti 5'282 le famiglie, composte da 8'077 persone, che a dicembre 2017  vivevano grazie all'assistenza nel nostro Cantone.

Sempre più famiglie in difficoltà - Nello specifico, in Ticino 5'282 nuclei familiari hanno beneficiato del sostegno sociale.  Lo 0.3% in più rispetto allo stesso mese del 2016. Un altro dato parecchio preoccupante è il numero di persone che vivono in queste famiglie: sono 8'077. Con un incremento di 133 persone rispetto ad un anno prima (+1,7%). Il Dipartimento della sanità e della socialità precisa che «il numero delle persone che beneficiano del sostegno sociale comprende tutti i membri appartenenti al nucleo familiare, siano essi coniugi, conviventi o figli». Figli - minorenni o maggiorenni ma in formazione - che, sulle 8'077 persone che beneficiavano del sostegno sociale rappresentano il 26.2%.

Meno domande accettate - Nel 2017 sono state accettate 1'742 domande di assistenza. Un numero inferiore rispetto a quello degli ultimi quattro anni. Il DSS ha notato che negli ultimi cinque anni il numero di domande accettate risulta inferiore a quello delle domande chiuse. «Tra i motivi annotiamo  l’uscita verso il mondo del lavoro (26.5%, pari a 469 casi), l’uscita verso assicurazioni sociali o altre prestazioni sociali cantonali (26.3%) e l’interruzione del contatto (32.4%).

Profilo dei beneficiari - La maggioranza delle persone in assistenza vive da sola (71.8%). Per quanto riguarda la nazionalità, in testa troviamo gli svizzeri (60.2%) mentre si è notato un calo negli stranieri provenienti dall'Unione europea (-9.4%).

Passando all'età, le persone tra i 36 e i 55 anni rappresentavano quasi la metà dei titolari del diritto (2’606, 49.4%). Rispetto a dicembre 2016, l’aumento più marcato si è riscontrato tra i titolari di età compresa tra i 56 e i 65 anni (+75, +9%). Vi è stata invece una diminuzione tra i giovani dai 18 ai 25 anni (-47, -6.7%).

Considerando il livello di formazione, il 53.4% dei titolari del diritto era in possesso di una formazione post-obbligatoria, mentre il 41.3% aveva al più terminato l’obbligo scolastico. Per quanto concerne lo statuto occupazionale, quasi la metà dei titolari di prestazioni era costituita da persone disoccupate in cerca di lavoro (48.3%), per le quali si è verificato un incremento rispetto a dicembre dello scorso anno (+150, +6.2%). Il 19% era invece rappresentato da persone attive professionalmente, in diminuzione rispetto a dicembre 2016. Il 32.8 % risultava invece inattivo professionalmente a causa di malattia, formazione o della propria situazione personale o familiare.

Commenti
 
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volabas 2 anni fa su tio
fin quando faremo almeno un pasto al giorno non faremo mai nulla...si sa che a pancia piena non si fanno le rivoluzioni..lo dico un po' tra il serio e il faceto..
siska 2 anni fa su tio
Eh sì!.. poi vi sono quelli che hanno ancora il coraggio di dare dei mantenuti ai ticinesi e residenti e ai giovani ma ci vuole una gran tolla piena di m.......io lavoro per una miseria e pago i contributi ma non mi permetterei mai di dare dei mantenuti a chi é in assistenza. I sondaggi non dovrebbero più esistere, esistono le cifre che parlano chiaro= ca. 70mila frontalieri che occupano qualsiasi gradino della scala naturalmente grazie ai ns politici e alla politica dei padroni, ricerche di lavoro a centinaia con risposta negativa perché nel frattempo il datore ha assunto un frontaliere, caro vita altissimo e per chi da noi ha un lavoro o lavoretto ottiene paghe da fame praticamente non puoi permetterti nulla, solo il cibo per alimentarti. Il popolo ha votato e il popolo é sovrano fino a quando non toccherà anche a loro perché prima o poi toccherà a tutti qua da noi! Ah dimenticavo, i giovani che vivono ancora in famiglia? Ettecredooooo!
nordico 2 anni fa su tio
@siska Sarebbe interessante poter incentivare i disoccupati per un periodo limitato ad assumere lavori offerti con salario da frontalieri integrandoli con un importo che permetta loro di vivere qui da noi (es. 2200 Fr. + 1200 Fr.). La persona verrebbe quindi reintrodotta nel mondo del lavoro e potrebbe mostrare al datore di lavoro le sue capacità (se non ne ha deve farsi un esame di coscienza). Allo steso tempo la cassa disoccupazione risparmierebbe anche soldi. Non so se questo viene già fatto, ma potrebbe essere praticabile.
nordico 2 anni fa su tio
Fra assistiti e disoccupati abbiamo 13.300 persone. I frontalieri sono ca. 64.000 (quelli registrati). C'è qualcosa che non quadra, quando si vede che ci sono 13.000 persone pagate per non lavorare, mentre dobbiamo importare un numero ragguardevole di persone per fare lavori alcuni dei quali anche molto semplici che necessitano sono di buona volontà. Fermo restante che alcuni casi sono perfettamente giustificabili, credo che le leggi che reggono questi versamenti vadano riviste in modo più restrittivo, altrimenti rischiamo di passare (e forse lo siamo già) per il paese di Bengodi di boccaccesca memoria, la terra dove regna l'allegria e l'abbondanza , in cui nessuno ha problemi o preoccupazioni economiche, e dove tutti possono mangiare e bere a volontà
samarcanda 2 anni fa su tio
Ma fin quando saremo disposti a farci prendere in giro dalle nostre autorità?
F/A-18 2 anni fa su tio
Tra qualche tempo in Ticino ci raggiungeranno i 10'000 disoccupati, 10'000 in assistenza ma per contro avremo 100'000 frontalieri che ci aiuteranno a tirare avanti, complimenti, avanti così!

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