MORBIO INFERIORE
08.05.2018 - 14:240

Inaugurazione della nuova corte del Mulino del Ghitello

L'appuntamento è per sabato 12 maggio

MORBIO INFERIORE - Sarà inaugurato sabato 12 maggio, in occasione della Giornata svizzera dei Mulini, la nuova corte del Mulino del Ghitello (dietro al Centro Breggia di Balerna). Il Mulino sarà aperto al pubblico a partire dalle 11:00. Alle 11:30 è in programma un breve momento ufficiale con la presentazione del prodotto finale curato dall’architetto Enrico Sassi. Dopo un aperitivo offerto ai presenti si potrà gustare la polenta di grano rosso macinato durante le dimostrazioni didattiche al Mulino, abbinata a differenti prodotti locali.

Il progetto - Il progetto di sistemazione della corte del Mulino del Ghitello si inserisce nel più vasto programma di riqualifica del parco delle Gole della Breggia. Oltre alla corte sono già stati realizzati interventi di restauro del muro sul quale sono collocate le tre ruote idrauliche che azionano le macine, la sistemazione del soprastante terrazzo (impermeabilizzazione e nuova pavimentazione in legno di robinia) e la costruzione di parapetti per la messa in sicurezza dello spazio esterno. La corte del mulino era lo spazio nel quale venivano effettuate le manovre di carico e scarico dei cereali che venivano macinati per produrre farina; questo spazio rappresenta oggi il portale sud, spazio dal quale si può iniziare una delle visite al parco delle Gole della Breggia. Prima degli interventi di sistemazione la corte versava in cattive condizioni e richiedeva il completamento della pavimentazione.

Il progetto della sistemazione della corte si è posto l’obiettivo di combinare diversi elementi: testimonianze dei processi di produzione agricola e vestigia del patrimonio culturale e naturalistico, utilizzando elementi storici e materiali che caratterizzano la geologia del parco.
Per tematizzare il disegno del pavimento sono state utilizzate quattro antiche macine abbandonate appartenenti al Mulino Bernasconi, distrutto dal cantiere per la costruzione dell’ex-cementificio SACEBA. Le due più grandi sono costituite da una pietra denominata “Molassa” (conglomerato sedimentario clastico). Si tratta di una coppia composta da una macina detta “dormiente”, poiché giaceva immobile sotto l’altra detta “ballerina”, che invece ruotava attorno al proprio asse, macinando i chicchi dei cereali per trasformarli in farina. C’è poi anche una macina più piccola, di pietra scura e compatta, probabilmente ricavata da un masso erratico. È stata posata di fronte alla porta d’entrata del mulino. Sulla sua superficie sono ben visibili delle gemme di granato che le conferivano un particolare potere abrasivo.
Le soglie dell’edificio sono state realizzate riusando lastre in granito che fungevano da balaustre dell’antico ponte del Ghitello. La coppia di macine in molassa (dormente e ballerina) sono state posizionate in punti significaivi dello spazio della corte: la “dormente” di fronte alla stretta apertura nel muro che serviva al mugnaio per scendere a controllare le ruote con le pale a immersione che azionavano il frantoio e la “ballerina” al centro della corte. Una quarta macina, denominata welcome (benvenuto), è stata posizionata all’entrata della corte, ad accogliere i visitatori. Le tre macine grandi (welcome, dormiente e ballerina) organizzano il disegno della parte orizzontale della corte.

Per la pavimentazione, insieme alle macine, sono stati utilizzati dei sedimenti che caratterizzano il paesaggio geologico del parco (la Maiolica Lombarda e il Rosso ad Aptici, raccolti durante la messa in sicurezza dei sentieri) combinati con altre pietre che erano già posate all’interno della corte (sassi tondi di fiume, detti “boccette”, e lastre quadrangolari in calcare siliceo probabilmente cavato a Salorino). La Maiolica Lombarda, anche soprannominata Biancone, è una pietra estremante significativa poiché costituisce l’ingrediente principale per la produzione del cemento. L’insediamento dell’industria cementizia nella parte bassa del parco è infatti dovuta alla presenza di uno spesso affioramento di Biancone. Si tratta di una pietra sedimentaria che contiene un elevato tenore di carbonato di calcio originato dai resti di antichi organismi monocellulari marini.

Le pietre sono state posate in strisce parallele bianche e rosse. Dai centri delle macine prendono origine dei raggi bianchi che collegano i principali punti della corte. È stata anche posata una fontana, ricavata da una pietra rossa sulla superficie della quale sono stati incisi dei tagli paralleli. L’acqua potabile defluisce dalla fontana colando attraverso i tagli, evocando gli strati della sedimentazione rocciosa erosi dal fiume. L’accesso dal portone è stato evidenziato con pavimentazione di colore rosso, il disegno è organizzato dalle tre macine maggiori, l’area è denominata red carpet (tappeto rosso). Al suo interno sono posate grandi pietre rosse disposte in modo da evocare un grande e immaginario fossile marino.

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