CANTONE
30.03.2018 - 17:020

VPOD: «Lasciate insegnare gli insegnanti, per favore!»

Il Sindacato si schiera a favore della sperimentazione "La Scuola che verrà"

LUGANO - L’Assemblea VPOD docenti, riunita lo scorso 27 marzo, ha riconfermato Adriano Merlini quale presidente. Il tema principale affrontato è stato il credito di 6,7 milioni accolto dal Parlamento per la sperimentazione del modello La Scuola che Verrà.

I docenti VPOD danno il loro sostegno alla sperimentazione del modello dipartimentale "La Scuola che Verrà". «Questo modello - scrivono in una nota stampa giunta in serata - è il frutto di una lunga consultazione tra il Dipartimento DECS e le componenti della scuola, tra cui i sindacati. Dopo una prima stesura, che conteneva forti criticità, il DECS è stato capace di porvi rimedio, ascoltando le critiche e apportando i grossi correttivi richiesti dai docenti. Una Scuola media con il 40% delle lezioni a classi con effettivi ridotti merita di essere sperimentata senza ulteriori indugi! Una Scuola comunale con un sostegno rafforzato per gli allievi con difficoltà o con particolari qualità merita pure un appoggio convinto».

Il Sindacato docenti VPOD si distanzia tuttavia dalla sperimentazione - che sarà fatta in due sedi di Scuola media - di un modello di stampo liberale «introdotto dal Gran Consiglio, senza consultazione dei docenti - sottolinea - . Questo modello inserisce una suddivisione classista in base ai risultati degli allievi dopo due anni di scuola, suddivisione che cozza con i principi alla base de La Scuola che Verrà».

In ogni caso il Sindacato VPOD invita non firmare il referendum lanciato contro La Scuola che Verrà, «poiché - spiega -i promotori del referendum mirano ad imporre alla scuola ticinese principi, modi e tempi che le sono estranei (vedasi iniziativa parlamentare “La scuola che vogliamo”) e che sono assolutamente antitetici a quelli della stragrande maggioranza dei docenti».

I docenti VPOD riaffermano con forza «il Diritto alla formazione di ogni individuo, indipendentemente da fattori economici, sociali e legali. Essi sostengono la necessità di rivedere criteri e montanti delle borse di studio (come chiesto dal Sindacato Indipendente Studenti e Apprendisti) e si oppongono pure all’obbligo per la scuola di segnalare gli allievi clandestini che la frequentano (obbligo richiesto dalla destra nel parlamento federale)».

Infine i docenti VPOD si appellano a tutta la società affinché riconosca alla categoria «la professionalità e le condizioni di lavoro indispensabili per poter svolgere al meglio il mandato formativo ed educativo». 


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