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BELLINZONA
14.02.2018 - 14:000

«Pagare dei raccoglitori di firme? È uno scandalo!»

Un’inserzione pubblicitaria scatena la protesta del deputato MPS Matteo Pronzini che chiede al Comitato contro il semisvincolo A2 a Bellinzona di distanziarsi da questo modo di procedere

BELLINZONA - «È uno scandalo. Per noi sarebbe un grosso problema e il comitato contro il semisvincolo deve distanziarsi da questo modo di procedere». È un quadratino pubblicitario di pochi centimetri quadrati, apparso oggi sulla stampa, ma sufficiente a far sobbalzare il deputato MPS Matteo Pronzini. «I Cittadini per il Territorio - avvisa l’inserzione - cercano in tutto il Ticino 50 raccoglitrici e raccoglitori di firme contro la costruzione del semisvincolo di Bellinzona. Orario di lavoro libero. Buona retribuzione. Impiego ideale per persone che vogliono impegnarsi a favore dell’ambiente e della qualità di vità».

Il granconsigliere MPS non si lascia però convincere dai nobili intenti: «Siamo assolutamente contrari a queste modalità di procedere e non accetteremmo nemmeno una firma raccolta in questo modo. Ora valuteremo cosa fare». Pronzini parla ovviamente a nome del Movimento per il socialismo che, con il Partito socialista, Verdi e Partito comunista, fa parte del comitato interpartitico che dovrà raccogliere entro il 12 marzo le 7.000 firme necessarie alla riuscita del referendum. Questione anche di coerenza, visto che è pendente un’iniziativa parlamentare generica dello stesso Pronzini che chiede di inserire nella Legge sull’esercizio dei diritti pubblici il divieto di «offrire ricompense pecuniarie» alle persone che raccolgono firme per iniziative popolari o referendum cantonali o comunali. E propone una multa di 200 franchi per i trasgressori…

Ma chi sarebbero in questo caso i trasgressori? Dietro la sigla Cittadini per il Territorio non c’è il capogruppo Ps Ivo Durisch che guida l’omonima associazione nel Mendrisiotto: «Non siamo noi» dice Durisch. Ad aver costituito i Cittadini che hanno pubblicato l’inserzione sono tre persone, il giornalista Matteo Cheda e i co-coordinatori dei Verdi Ronnie David e Usman Baig. «A Bellinzona un’associazione del genere mancava e così l’abbiamo fondata nell’ottobre 2014. E abbiamo nominato Durisch presidente onorario. Un modo per ‘obbligarlo’ a creare un’associazione del genere a livello cantonale». Per Cheda, che anni fa aveva accusato di finanziamenti occulti e da parte di enti pubblici il comitato che sosteneva la progettazione del semisvincolo A2, pagare ora i raccoglitori di firme non è una machiavellica rivalsa: «La progettazione passò per un voto taroccato e non fu annullata solo perché il mio ricorso era tardivo - ricorda Cheda. Che sui soldi dati ai “raccoglitori” ribatte con una domanda: “Perché Unia non paga forse i suoi sindacalisti per raccogliere le firme? Troppo facile aver così il monopolio in questo campo. In Ticino il tempo a disposizione è poco e la soglia da raggiungere è alta. È praticamente una via obbligata e diamo lavoro a disoccupati, studenti… Persone a cui questi soldi possono far comodo».

Commenti
 
matteo2006 6 mesi fa su tio
Ridicoli e nonostante li becchi con le mani nella scatola dei biscotti sono capaci di campare qualsiasi scusa per giustificarsi.
Mario Bernasconi 6 mesi fa su fb
è giusto !!! specialmente in considerazione " dell'accantonaggio agressivo" da parte di una ditta - specialmente alla stazione e davanti alle Poste - per le varie associazioni!!!
docple 6 mesi fa su tio
L'assurdità non è il pagare per le firme: bensì fare un referendum per un'opera già votata dai Ticinesi qualche anno fa. Il problema non sono i quattro soldi di Cheda & Co, ma le centinaia di migliaia che verranno spese per rimettere in questione una decisione già presa, questo alla faccia della volontà popolare!
rojo22 6 mesi fa su tio
Che moralismo peloso.
ofiuco 6 mesi fa su tio
Sig. David poteva raccoglierle a carnevale le firme necessarie, ma forse secondo lei non c'era la necessaria sicurezza. Ah Ah Ah
Equalizer 6 mesi fa su tio
Pronzini ti sei svegliato tardi.
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