CHIASSO
14.02.2018 - 06:050
Aggiornamento 10:31

«L'anello è brutto». Orafo chiude, dopo le critiche di un cliente

Il maestro Willi Inauen è un volto noto nel Mendrisiotto. Accusato da un cliente di avere «rovinato» un suo gioiello, ha preso una decisione drastica 

CHIASSO - L'arte è arte. E si sa, non sempre viene compresa. Ma un malinteso estetico rischia di chiudere in modo spiacevole la carriera del maestro orafo Willi Inauen, appenzellese trapiantato in Ticino da una vita e volto noto nel panorama del Mendrisiotto. 

La colpa? Di nessuno. O meglio: di un anello, consegnato da un cliente alla bottega di Inauen per un restyling. Ne è nata una diatriba che ha fatto parlare il paese, e causato «un profondo malessere» al maestro: Inauen ha deciso di «chiudere bottega e andarmene in pensione» spiega drastico a tio.ch/20minuti. Un cartello esposto all'ingresso del suo nuovo atelier – da due anni in corso San Gottardo a Chiasso – conferma la decisione. «Il mio animo è amareggiato per questa vicenda» sentenzia.     

All'origine del problema un'incomprensione di fondo. «Non conoscevo Inauen» racconta il cliente: «Attirato da alcune sue creazioni in vetrina, ho pensato di affidargli tre fedi perché le fondesse in un nuovo anello. Volevo fare un regalo a mia moglie. Il risultato mi ha lasciato allibito».

Il conto è la prima sorpresa: 1900 franchi. «Mi aspettavo un prezzo contenuto. Dopotutto ho fornito io la materia prima, per un valore di 1500 franchi» protesta il cliente. E il prodotto finale? «Mia moglie è rimasta inorridita. Sarà anche un'opera d'arte, ma l'ho fatto valutare da altri orafi a Chiasso e altrove: le valutazioni non superavano i 300 franchi. Ho chiesto un rimborso». 

Colpa di alcune «imperfezioni» che in realtà, a un occhio attento, costituiscono la cifra stilistica di Inauen. Il 77enne, formatosi nelle botteghe orafe più illustri della Svizzera, da 50 anni espone manufatti e sculture in Ticino e all'estero – famosa la Croce del Monte Generoso, esposta a San Pietroburgo –; il Municipio di Chiasso gli ha affidato opere pubbliche. «Le mie creazioni sono frutto di un percorso personale – spiega. – Metterle su una bilancia puramente commerciale è un'assurdità che mi ferisce. Alla mia età ne ho avuto abbastanza. Ho rimandato a lungo la pensione, e l'ho preso come un segno: è ora di smettere». Ora la merce in vetrina è in saldo, causa chiusura attività. 

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