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LOCARNO
06.02.2018 - 06:420
Aggiornamento 08:30

Vendeva apparecchi spia, condannato

Confermata in appello la sentenza nei confronti di un ex investigatore italiano, proprietario di un negozio a Manno

LOCARNO - La Corte d’appello e di revisione penale (CARP) ha confermato la sentenza emessa dalla Pretura penale nel dicembre del 2015 nei confronti di un negoziante di Manno, accusato di vendere nel suo negozio apparecchi “spia” destinati all’ascolto e alla registrazione di suoni ed immagini.

L’inizio della vicenda, riferisce il Corriere del Ticino, risale alla fine del 2013, quando - a seguito di una segnalazione ricevuta dal Dipartimento delle istituzioni e dal Ministero pubblico della Confederazione - gli inquirenti si recarono nel punto vendita per poi sequestrare una quarantina di oggetti di uso comune come penne USB, orologi da polso e portachiavi, tutti dotati di microtelecamere, destinati alla vendita.

Una pratica quest'ultima che, come stabilito dal Codice penale, costituisce reato in Svizzera e che la Pretura penale aveva punito condannando l’uomo - un ex investigatore italiano - a una pena pecuniaria di 40 aliquote giornaliere di 100 franchi l’una, sospesa condizionalmente per due anni.

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Ultimo aggiornamento: 2018-08-17 13:45:32 | 91.208.130.86