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07.01.2018 - 20:030
Aggiornamento : 08.01.2018 - 06:28

Pienone sulle piste, nonostante il maltempo

Risultati buoni per i comprensori ticinesi durante le vacanze di Natale. «La neve ha risvegliato la voglia di sciare»

Montagna o mare?

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

LUGANO - Certo, durante le vacanze di Natale il tempo non è stato particolarmente clemente. Ma la neve non è mancata. E ha invogliato gli sciatori a trascorrere le poche giornate di sole sulle piste, anche quelle ticinesi. Lo dimostrano le svariate fotografie di recente pubblicate su Instagram e Facebook. E lo confermano i dati dei principali comprensori. Per Carì si parla infatti di diecimila passaggi in due settimane, altrettanti per il Nara. Ad Airolo, statistiche al 7 gennaio, si registra il triplo dei passaggi rispetto allo scorso anno, quando lo scarso innevamento aveva permesso unicamente l’apertura di Pesciüm (quest’anno a Natale era già disponibile l’intero comprensorio). E a Bosco Gurin sono state raggiunte cifre che non si vedevano da anni.

Boom, ma senza esagerare - «Direi che c’è stato un leggero boom di sciatori, ma senza esagerare troppo» ci dice Fabio Mandioni, direttore della stazione turistica del Nara. Che aggiunge, appunto: «Se non ci fossero stati quei giorni di nebbia e pioggia, avremmo potuto parlare di vero boom». Sulla stessa linea Renzo Pesciallo, direttore di Valbianca SA: «Su ventitré giorni di apertura, soltanto nove sono risultati soleggiati, si tratta pertanto solo del 39%». Anche per Airolo c’è comunque «soddisfazione e soprattutto ottimismo per il prosieguo della stagione visto gli importanti eventi in calendario».

Il mercato si è risvegliato - È tuttavia un dato di fatto che l’arrivo della neve anche a basse quote già a metà dicembre ha risvegliato il mercato sciistico ticinese. «Lo riscontriamo dai nostri risultati che registrano un incremento tra il 10 e il 15%, ma anche osservando le vendite nei negozi di articoli sportivi» afferma Giovanni Frapolli degli impianti di Bosco Gurin. «E sulle piste - aggiunge - sono arrivati anche molti bambini per i corsi di sci: sono i nostri futuri clienti».

Anche a bassa quota - Le vacanze di Natale sono inoltre state positive anche per la sciovia di Bedea-Novaggio, che è la più bassa come quota (625 metri sul livello del mare) e la più meridionale di tutti gli impianti della Svizzera italiana. E dove infatti non è sempre scontata l’apertura per il periodo di Natale. «Quest’anno siamo rimasti aperti per due settimane, ci possiamo considerare molto soddisfatti» ci dice il responsabile Giona Demarta.

Clienti in aumento, in tutta la Svizzera - L’associazione Funivie Svizzere ha parlato, negli scorsi giorni, di un buon inizio di stagione per tutti i comprensori sciistici elvetici. Rispetto alla stagione precedente per il Ticino si riscontra addirittura un incremento dei clienti pari all’895,8%. Ma bisogna considerare che lo scorso inverno per molti impianti la neve era arrivata molto tardi. La clientela risulta comunque essere più abbondante del 12,3% rispetto alla media degli ultimi cinque anni.

Commenti
 
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comp61 2 anni fa su tio
ricevono troppi soldi per dare troppo poco.
tip75 2 anni fa su tio
spendo due parole per cari un paesino che un tempo era bellissimo a 1700 m, ora e’ diventato un obrobrio senz servizi e a pagamento. hanno deturpato il paesaggio lasciando mangiare dalla natura ciò che una volta era un posto per giovani (casa maina) hanno lasciato scappare tutti i servizi (taverna,negozio,albergo,sala giochi,discopippo) e hanno costruito io muro del pianto, un obrobio in cemento armato in mezzo al paese contornato da posteggi disegnati più di una pista della malpensa una cosa inguardabile.hanno tolto i deposti dei rifiuti per far posto a cabine dell elettricita di dimensioni assurde, insomma in poche parole rovinare così un piccolo villaggio e’ opera di piccoli geni dei quali il ticino si sta riempiendo

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