MONTE CARASSO
29.12.2017 - 06:040

Il medico che ha fatturato a un defunto

La prova della vita dopo la morte? È nel conto di uno studio medico di Bellinzona a un uomo deceduto nel 2015. «Errore inspiegabile». I famigliari sospettano una truffa

MONTE CARASSO - Fatture mediche a nome di persone decedute, anche a mesi e anni dalla morte, possono capitare. Ma è curioso il caso di D.B., 60enne di Monte Carasso scomparso nel 2015: da defunto, ha ricevuto un conto per cure ricevute (sembra) quando già da due anni non era più tra i vivi. Così si evince dal giustificativo inviato a ridosso delle Feste all’ultimo indirizzo di residenza del paziente. Mittente: uno studio medico di Bellinzona dove - stando ai famigliari - l’uomo non è mai stato in cura.  

La fattura contestata - Il documento impugnato dall’erede del defunto (che sta valutando un’azione legale) è formalmente impeccabile: riporta uno per uno 12 interventi apparentemente subiti da D.B. il 31 gennaio 2017. Elettrocardiogramma, analisi delle urine, del colesterolo e del glucosio, prelievo ed emogramma. Più una consultazione medica avvenuta tre giorni dopo, il 3 febbraio. Peccato che «mio padre a quell’epoca ci aveva lasciati da tempo» protesta il figlio, annuncio mortuario alla mano (vedi foto). «Il medico non ha saputo fornirmi spiegazioni convincenti. Qualcosa non quadra. Per me, è un goffo tentativo di truffare la cassa malati».

Accuse rimbalzate - Da noi contattato, lo studio medico definisce «incredibile» quanto avvenuto. «Una cosa del genere non ci è mai accaduta prima. Le cartelle cliniche sono qui da vedere» afferma lo specialista invitandoci a contattare la Cassa dei medici. Anche quest’ultima però rimbalza le accuse. «Non possiamo fornire informazioni su casi specifici. Tuttavia, se un errore c’è stato, è il medico ad emettere la fattura. I nostri affiliati lo sanno bene» spiegano dall’ufficio di Manno della cooperativa.

«Controllare sempre» - Errore o non errore, in tempi di premi sempre più cari, gli esperti invocano prudenza. «Ai consumatori diciamo di controllare sempre le fatture prima di girarle alle casse malati» spiega Laura Regazzoni dell’Associazione dei consumatori (Acsi). Truffe e fatturazioni errate (apposta o no) pesano sul sistema sanitario. «Il problema è che le assicurazioni fanno pochi controlli, e poi scaricano i costi sui consumatori. Le verifiche, prima di tutto, dobbiamo farle noi». Nel caso di D.B. il campanello d’allarme è scattato per forza. Ma se fosse stato ancora vivo?  

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Ultimo aggiornamento: 2018-01-22 18:44:48 | 91.208.130.87