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CANTONE
28.09.2017 - 14:430

«Né passatori, né delinquenti, ma difensori dei migranti»

Amnesty International si preoccupa per la condanna di Bosia Mirra: «Voleva solo portare assistenza a migranti e rifugiati senza altra contropartita che vedere rispettati i diritti umani»

LUGANO - Non ha tardato ad arrivare, in seguito alla sentenza del Tribunale Penale su Lisa Bosia Mirra, la presa di posizione di Amnesty International. L'organizzazione che si occupa di diritti umani si dice «preoccupata per la condanna di persone la cui unica motivazione è portare assistenza a migranti e rifugiati senza altra contropartita che vedere rispettati i diritti umani».

Amnesty, quindi, a difesa dell'attivista (oltre che gran consigliera) cita il diritto internazionale secondo cui il traffico di migranti «implica di trarre un beneficio materiale o finanziario, non morale».

«Sempre secondo le regole internazionali - prosegue Amnesty - lo Stato deve mettere in atto tutte le misure necessarie per proteggere persone o associazioni che operano nella protezione dei diritti umani e ne denunciano le violazioni».

Nonostante le carenze del sistema d’asilo italiano denunciate da Amnesty International, le organizzazioni della società civile hanno indicato che nel corso della seconda metà del 2016 le autorità svizzere hanno proceduto a dei rinvii forzati illegali verso l’Italia che riguarderebbero diverse migliaia di richiedenti asilo, tra i quali diverse centinaia di minori non accompagnati. «Un certo numero di queste persone - prosegue il comunicato stampa - avevano dei parenti residenti in Svizzera».

In questo contesto, Amnesty International si dice dunque preoccupata dalla sentenza del Tribunale penale di Bellinzona che riconosce Lisa Bosia Mirra colpevole di incitamento ripetuto all’entrata illegale. «Né trafficante, né delinquente, Lisa Bosia Mirra è prima di tutto un difensore dei diritti umani», ha sottolineato Denise Graf, esperta asilo per Amnesty International in Svizzera.

«Infatti si è trattato proprio di proteggere i diritti violati di minorenni e di altre persone vulnerabili che erano confrontate all’inazione, alle mancanze e perfino alle violazioni degli stessi diritti, da parte dalle autorità svizzere e italiane».

PS: «L’impegno umanitario di Lisa Bosia Mirra è indubitabile» - Il Partito Socialista esprime solidarietà a Lisa Bosia Mirra, evidenziando che ha agito in questo contesto, per delle ragioni umanitarie e che i fatti per cui è stato confermato il decreto d’accusa non disonorano la sua persona.

La pena pronunciata, sospesa con la condizionale, inferiore alle 90 aliquote e per cui la Pretura penale è competente – contrariamente a quelle superiori per cui sono chiamati ad esprimersi i quattro giudici del Tribunale penale cantonale – conferma che i fatti imputati a Lisa Bosia Mirra non hanno nulla a che spartire con atti commessi per ragioni pecuniarie o criminali. In questo senso, il PS confida pienamente nella giustizia e nell’insieme dei suoi gradi di giudizio, cui Lisa Bosia Mirra si affiderà nel caso in cui dovesse decidere d’impugnare questa sentenza di prima istanza.

In questo senso, va di nuovo ricordato il caso del pastore Guido Rivoir che nel 1974 fu assolto per ragioni umanitarie dal processo in cui era stato imputato per aver fatto entrare illegalmente in Svizzera 400 profughi che fuggivano dal sanguinario regime dittatoriale di Pinochet. Oltre al fatto individuale e prettamente giudiziario che coinvolge la deputata PS al Gran Consiglio, s’impone l’emergenza umanitaria dei profughi, molti dei quali minorenni non accompagnati, per cui sono attualmente in corso più dibattiti, come quello relativo alla riforma degli accordi di Dublino. Una situazione insostenibile che preoccupa il Partito Socialista, di cui si continuerà a discutere e che esige una soluzione dal punto di vista politico

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