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BELLINZONA
13.02.2017 - 15:510
Aggiornamento : 21:35

Raddoppio del San Gottardo, la "Variante B1" c’è e valorizza il territorio

La novità assoluta risiede nel deposito di materiale di scavo in loco, che dovrebbe consentire un risparmio

BELLINZONA - «Una variante c’è, ma è ancora da approfondire». Per Marco Fioroni, Capo filiale dell’Ufficio federale delle strade (USTRA) di Bellinzona, è importante non affrettare le cose. Dal canto suo Claudio Zali, direttore del Dipartimento del territorio, sottolinea: «Quando ci si sbilancia sino a inserire una variante in un progetto, si tratta di una quasi certezza».

Alla conferenza stampa di oggi sul raddoppio del San Gottardo l’ingegnere Fioroni ha presentato la “Variante B1”, una possibilità  concreta per i lavori di costruzione della seconda galleria stradale. In concreto la “Variante B1” permetterebbe di garantire una valorizzazione del fondovalle, mediante il riordino dello svincolo A2 di Airolo, le rimodellazioni del terreno e una copertura dell’autostrada con una lunghezza ancora da definire. La “Variante B1” consentirebbe di guadagnare al massimo in capacità di deposito.

L’impatto paesaggistico - Particolare attenzione è stata data all’impatto paesaggistico su Airolo. Quando il progetto generale è stato messo in consultazione la scorsa primavera, l’USTRA e il Municipio di Airolo hanno convenuto di istituire una commissione di accompagnamento denominata “Galleria e sviluppo Airolo” per individuare una soluzione alternativa da sviluppare. L’idea è valorizzare il fondovalle e possibilmente riuscire a ripristinare un collegamento orizzontale tra il paese e il pendio sull’altra sponda della valle. «È stato un lavoro intenso e interessante - ha sottolineato Marco Fioroni -, siamo partiti da 12 varianti e siamo arrivati a 4. Lo scorso 7 febbraio abbiamo convenuto che la Variante B1 possa essere la soluzione da approfondire».

I costi - Sul fronte dei costi il Capo filiale dell’USTRA chiarisce: «Oggi non sono in grado di dire se il risparmio rispetto al deposito del materiale alla buzza di Biasca coprirà i costi supplementari. Qualora la differenza rimanesse contenuta, tra Confederazione, Cantone e comune di Airolo si potrebbe raggiungere un compromesso per ripartire i costi supplementari che dovessero risultare». Tra gli obiettivi principali ci sono la sistemazione paesaggistica, il recupero del fondovalle, il coordinamento con altri progetti di Airolo (swissgrid, Ritom, AET), ma soprattutto il finanziamento delle opere tramite il deposito del materiale di scavo in loco (tra l’autostrada e la ferrovia, coprendo nel contempo l’autostrada). La variante B1 è possibile ma non ancora definita; bisogna quantificare la volumetria del materiale depositabile - stimato tra i 700 e gli 800 mila metri cubi -, gli assestamenti che potrebbe indurre sulla linea ferroviaria, la sistemazione paesaggistica, la sicurezza dell’utenza nella modifica delle entrate e delle uscite, per il traffico pesante e l’interazione con il secondo tubo. Marco Fioroni fornisce una prima stima dei costi: si aggirano tra i 100 e i 150 milioni di franchi. «Ma sono costi che si risparmiano in buona parte non dovendo trasportare il materiale fino a Biasca - sottolinea -; senza la “Variante B1” avremmo dovuto costruire un nuovo nodo a Pollegio con la stazione di scarico e un nastro fino alla Buzza. Per noi è importante depositare il materiale».

Il Municipio di Ariolo - Ad Airolo la “Variante B1” piace. Il sindaco Franco Pedrini si mostra entusiasta e ringrazia l’USTRA «per avere capito la necessità di sistemare il territorio e aiutare la popolazione di Airolo a ottenere ciò che desiderava». Dalle 15-16 varianti considerate dall’USTRA, si è giunti alla “Variante B1” che sembra la soluzione migliore per tutte le parti in causa.

“Collaborazione” e “materiale inerte” - Claudio Zali sottolinea come il rispetto del territorio sia il punto principale che è stato preso in considerazione. Il progetto, secondo il Direttore del Dipartimento del territorio, si basa su due termini: “collaborazione” e “materiale inerte”. Una storia di collaborazione tra l’USTRA, il comune di Airolo, il Cantone, ma anche Berna. Zali ringrazia infatti anche Doris Leuthard e il direttore dell’USTRA Jürg Röthlisberger. «Il materiale di scarto poteva essere un grande problema, per Biasca e Pollegio soprattutto - sono le parole di Zali -, ma è stato reso un’opportunità per realizzare progetti virtuosi».

La pianificazione del futuro - Nel mese di marzo saranno approfonditi i punti aperti sulla “Variante B1”. In aprile l’USTRA tornerà a colloquio con Cantone e Comune per verificare l’aspetto finanziario e - qualora tutto andasse in porto - la “Variante B1” sarà inserita nel progetto generale da sottoporre dopo l’estate al Consiglio Federale. L’USTRA vuole chiarire tutti i punti in sospeso della “Variante B1” in modo che a Berna possano già approvare la soluzione più probabile da realizzare, senza dovere successivamente introdurre importanti modifiche. «Nell’inverno 2017-18 - conclude Marco Fioroni - dovremmo essere pronti per pubblicare il progetto esecutivo strade nazionali che corrisponde, in pratica, alla domanda di costruzione».


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