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CANTONE
03.02.2017 - 15:460

“Spariscono” 700 negozi, Unia denuncia i «giochi di prestigio»

Secondo i dati presentati dalla futura commissione paritetica della vendita negli ultimi 9 mesi i commerci sarebbero calati da 2200 a 1500. Il sindacato: «Statistiche creative»

LUGANO - «È possibile che in Ticino negli ultimi 9 mesi siano spariti più di 700 negozi?». A sollevare il quesito è UNIA che, citando quelle che vengono definite «statistiche creative», esprime dubbi sui dati presentati dalla futura commissione paritetica della vendita, secondo cui i 2200 commerci censiti nel marzo del 2016 sono ora ridotti a 1500 unità.

Il principale sospetto espresso da UNIA è che tale discrepanza sia parte di un’operazione scorretta «tesa a consentire l’entrata in vigore della nuova Legge cantonale sugli orari di apertura», la quale, precisa il sindacato, può avvenire unicamente in presenza di un contratto collettivo di lavoro.

Nel denunciare quella che viene definita, senza mezzi termini, una «farsa», il sindacato mette in evidenza in particolare due aspetti critici: il primo riguarda l’affermazione del raggiungimento del quorum fra i lavoratori del settore, condizione «impossibile» secondo UNIA che rappresenta la maggioranza di essi e non è firmataria del CCL. Il secondo è la voce che vorrebbe il Dipartimento delle finanze e dell’economia pronto ad accogliere la richiesta dell’Associazione ticinese stazioni di servizio (ATSS) di aderire al CCL cantonale della vendita, permettendo ai negozi annessi di sfuggire a quello nazionale, garantendosi così «un centinaio di firme facili».

Un «doppio ribaltone» quindi, spiega UNIA, ricordando che meno di 12 mesi fa lo stesso Ufficio di conciliazione rifiutò di sedersi al tavolo di negoziazione della stessa ATSS.

Commenti
 
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albertolupo 3 anni fa su tio
"la futura commissione paritetica" ...che non ci sarà?
albertolupo 3 anni fa su tio
"Fatti alternativi"
Tarok 3 anni fa su tio
se rinasco farò il SINDACALISTA... orari flessibili, pagnotta assicurata, cadrega garantita, fazzolettini per togliere quella goccia di sudore per aver temperato la matita......
Roki 3 anni fa su tio
Allora l'Unia vuole il CCL obbligatorio ma non vuole la nuova legge degli orari d'apertura. Come il famoso detto la moglie ubriaca e la botte piena. Ma che bravi....prestigiatori! Avanti a rotta di collo contro la volontà popolare!
Nicklugano 3 anni fa su tio
Solito consiglio: non fidarti mai di una statistica che non hai manipolato tu stesso...

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